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Archive for 18 dicembre 2009

Venerdì pomeriggio, vado dal medico per delle ricette che servono a me e genitori.

1 ora e mezza di fila, per 2 persone davanti a me.

Vedo la follia nello studio.

Tutti con l’ansia.

Una stronza sulla cinquantina seduta davanti scalpita, io metto cuffie e sento musica ma la pazza si sente ugualmente.

“E perché quella ci mette tanto, e perché il medico risponde a tutte queste chiamate, oddio, oddio, Gesù santissimo, ma quanto tempo, ma è già passata un’ora, ma che freddo, io ve lo dico già devo starci tanto tempo eh, o madonna gesù grazia di dio perchè non esce ancora. Ecco, hanno richiamato ancora al telefono!”

Si alternano nella sala attesa tante persone orribili, più stupide che orribili:

Mamma con figlia adolescente belloccia dall’aria addormentata che rompe una ventina di minuti per andare via “Ma maaaamma andiamo via, guarda quanta gente che c’è!!!” Alla fine la madre è esasperata e vanno via.

Uomo con una pancia abnorme che ripete: “La vita è cambiata, non è più quella di una volta”.

Donna truccatissima con i capelli cotonatissimi, una donna-barattolo ridicola per come è conciata: “Oh mamma, tutta sta gente ci sta? Io ho fretta, devo entrare, devo lavorare, devo sbrigarmi…Dottore dottore ho frettaaaa…la ricettaaaa”

Uomo vestito firmatissimo, sulla cinquantina, alle 5 del pomeriggio con occhiali da sole dentro lo studio, aria tesa e contratta. SI muove di scatto. Si alza. SI siede. Mi guarda. Lo guardo. Gira subito la faccia, di scatto.

Ma che c’hai la scopa nel culo?

Dopo quasi 2 ore entro e mi accoglie la sostituta del mio dott. tutta raggiante che nonostante la folla, le telefonate, gestisce il tutto alla grande, con calma e rilassatezza.

Mi sorride le sorrido, ci scambiamo le ricette e gli auguri di natale.

Faccio un salto in erboristeria, la genitrice vuole il tè alla cannella.

Penso- ora le faccio al volo un regalo di natale con diversi tè in una scatola elegante.

Mi fanno aspettare mezz’ora per poi dirmi che non hanno il tè alla cannella.

Oggi pomeriggio dovevo fare anche le olive ascolane con mia madre, gran faticaccia farle da sole, ma io che cazzo ne sapevo che partendo alle 2:45 sarei tornata a casa alle 5.45?

Torno a casa, mamma infuriata, mi strilla “La prossima volta non le facciamo piùùùù! I giretti in centro non te li devi fare quando sai che dovevi fare le olive con meeee!Era un impegnooo!Tu non li mantieni maiiiii!”

“Scusa sono andata in centro anche per te per quelle ricette e il tè. E’ colpa mia se c’era la fila?”

“Ecco sempre tu vuoi la ragione!!!Tu sei brava solo a parlareee! Non dovevi andare in centro perché sapevi che dovevamo fare le oliveeee”

“Credi che per me sia stata una bella esperienza farmi due ore di fila dal dottore e mezz’ora dall’erboristeria per FARTI IL REGALO DI NATALE che poi quella stronza non ce l’aveva?”

La genitrice strilla, urla, termina da sola le olive ascolane, è incazzata, io non riesco più a sentirla, lei non vuole che la aiuto, e io non ho neanche voglia di giustificarmi.

Mentre le guardo il viso contratto dalle rughe, dagli urli e dall’ìncazzatura penso che a volte quella avrebbe bisogno di un bello schiaffo magari da mio padre che la vizia come un barboncino.

Scusate, ma ci sta tutto:

MA VAFFANCULO!

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