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Archive for novembre 2010

Il Folle cade a pezzi

Torna dopo una giornata di lavoro, il suo ufficio si sta preparando al trasloco, tante cose da fare, e poi è anche stato in agenzia immobiliare dopo una trattativa con il proprietario della casa dei nostri sogni (non è quella del post eh, ci sono stati dei cambiamenti all’ultimo minuto, è un’altra ancora, migliore sicuramente!), e prima cosa che fa:

-caccia bottiglia di birra da frigo, scolata in un microsecondo.

-5 bicchieri di vodka alla calata mentre siamo a tavola a mangiare la minestra.

Gli faccio: “Ma la vodka ci sta bene con la minestra?”

“La vodka sta bene con tutto.”

Glu glu glu, si sta facendo fuori la MIA vodka preferita, la Stoli, glielo faccio notare. Beviti l’artic, gli dico, col cazzo, mi risponde. Come dargli torto. Non riesce più a sentirmi, tanto.

Noto la difficoltà del quinto bicchierino di vodka.

CHiude gli occhi, sistema la voce, per un momento penso “ora vomita”, schiarita la voce, arrossite le guance, riaperti gli occhi, fa:

“I russi la sanno tutta.”

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Sia perchè è veramente una fica pazzesca.

Sia perchè è riuscita a fare una mostra fotografica pubblicizzata da chiunque, Repubbica.it e Corriere della Sera.it ad esempio, con degli autoscatti pessimi del suo corpo nudo bellissimo in pose volgari ed espressioni da pesce lesso (ma risulta figa uguale, ma com’è????).

http://www.corriere.it/gallery/spettacoli/11-2010/colombari/1/martina-vista-martina_03e071b0-f659-11df-bf30-00144f02aabc.shtml#1

Non so se mi fa incazzare di più il fatto che sia figa oppure il fatto che per l’ennesima volta si ponga l’attenzione sul corpo e non sull’intelligenza delle donne.

Fossero stati dei bei scatti allora sarebbe stata un’altra cosa… una donna talentuosa che ritrae il suo corpo nudo in splendidi scatti fotografici.

Invece no.

Una donna che si finge puttana in scatti pessimi che fanno notizia perchè siamo in Italia.

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Quotidianità

1) Alla coop, il Folle: “Cioè, io non vorrei dire niente, ma qui, tra i Tampax e i Lines c’è una scatola di tonno…”

2) Il Folle fa i piatti: “Cioè, ti sembra normale che mentre io faccio i piatti tu bestemmi in francese?”

3) Il Folle a pranzo, lo rimprovero: “Cazzo fai?”- gli dico, ma è troppo tardi. Ha già sputato un seme di mela alla velocità della luce contro la finestra…

4) Il Folle sparecchia, fa cadere le briciole della tovaglia per terra. Si china in ginocchio per raccoglierle con uno scopettino. : “Oddio…guardami…povero me…non ho ucciso mio figlio…ahhh…mio figlio…guardami…guardami…povero me, sto raccogliendo delle briciole…ohhhhhhhh”. Tutto questo imitando la voce della Franzoni.

5) Il Folle a Combipel, deve trovare un sacrosanto giubbino autunnale. Lo vedo da lontano che si specchia. Cammina come imitando un robot, parla da solo, appena mi vede mi fa “Guarda sono Ken!”. Lo tiro per la manica e lo porto via, capisco dal comportamento che non ne può più di stare per i negozi. Ha passato il suo limite di sopportazione.

Oggi dopo pranzo l’ho portato alla Coop per la “spesa tattica” della settimana.

Poverino, è così distrutto che per riprendersi come è tornato a casa, si è immediatamente messo a giocare alla Playstation…

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Racconto al Folle di quando ero bambina e avevo mal di pancia e mamma mi preparava la mela grattata.

C’era la credenza in famiglia per cui la mela se mangiata intera facesse più male mentre se grattata e lasciata riposare per una decina di minuti, giovasse al mal di stomaco.

“Folle, ora vado su Google e scrivo questa cosa, chissà che mi dice, e se fosse vero?”

Il Folle mi guarda con quella solita espressione che ha quando pensa che sto dicendo una frega di cazzate:

“Jò, guarda, credo che sia l’unica cosa per cui Google ti risponderà “MA CHE CAZZO DICI?””

Ci guardiamo, in un secondo mi piego dalle risate.

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Pazienza

E’ possibile che una madre non voglia bene ad un figlio?

Oppure l’amore materno è talmente sfaccettato che è ANCHE con una NON dimostrazione di affetto che si esplica il proprio amore materno?

Non lo so, forse si può riuscire ad amare ferendo il prossimo, ma non sarebbe più semplice il contrario?

Oppure cosa ne pensate se vi dico che con il passare degli anni si notano più le differenze tra noi e la nostra famiglia, che le affinità?

Perché sento che gli altri mi dimostrano più affetto della mia famiglia?

Perché risulto SPECIALE per amici e conoscenti ma non per i miei genitori che invece mi attaccano sempre?

Ma si, in fondo mi ci sto abituando, inizio a non prendermela più, sono qui con la mia vita e loro là con la loro, anche se loro così facendo mi stanno insegnando ad amarli sempre meno, a vedere anche io in loro solo difetti.

Tutto quello che mi viene in mente ora è… PAZIENZA.

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Vellutata di Zucca

E con questa ricetta chiesta da 4ngel0 non ho certo scoperto l’acqua calda, è semplicissima, ma non ho parole per quanto sia buona.

Ricetta per 2 persone:

-400 g di zucca

-1 patata grande

-dado vegetale

-un ramo di rosmarino

-5 foglie di basilico

Tagliare a dadini zucca e patate, metterli in una pentola con meno di un palmo d’acqua, dado, rosmarino, basilico e tutto sul fuoco.

Far cucinare finchè non si ammorbidisce zucca e patata e poi passare tutto al frullatore.

Ricordate che il risultato deve essere denso non liquido!

Condire con pepe, panna, olio di campagna e parmigiano.

Buon appetito!

(Io ci ho bollito dentro la minestrina ma si poteva anche usare del pane passato in padella con dell’olio, però io preferisco la minestrina)

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