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Archive for marzo 2011

FOLLEmentanaL

La sera a cena vediamo sempre il tg7.

Quando non ne possiamo più di notizie tragiche mettiamo muto.

Poi se c’è lo stacchetto pubblicitario inizia il divertimento. Sempre con Muto Il Folle ed io facciamo la voce alle pubblicità e finisce sempre che si parla di “scopare, pene, fica, peli” ecc…

Stasera finito lo stacchetto ricompare Mentana.

Ecco il Folle:

“Allora amici dopo tutte queste notizie di merda io mi vado a fare una sega. Si, mi faccio una sega perché mia moglie non me le fa. Come biasimarla. Sono brutto e tappo. Mi raccomando allora, stasera tutti su You Porn e ricordatevi di aggiornare “Flash”.”

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Questo sarà l’anno nel segno dell’adolescenza.

Ho deciso.

Tutto mi ha fatto capire che DEVO tornare al passato, DEVO.

DEVO tornare idiota, DEVO rivedere più spesso la mia amica del cuore dai tempi dell’adolescenza e ubriacarmi e dire cazzate con lei, DEVO sentire musica Truzza Dance (questa è la parte più difficile), DEVO tornare al Cinema a vedere ANCHE film scemi, DEVO mettere da parte la serietà e lanciarmi verso l’idiozia.

Ho ancora un incredibile bisogno di essere stupida.

Allora dicevo, che tutto mi ha fatto capire che ho un bisogno innato di tornare cretina, ridere per le cazzate, avere ogni secondo della giornata impegnato tra studio, sport, maschio, amiche, casa, mare.

Vi spiego cosa ho iniziato a fare.

PARTE 1

Dopo 13 incredibili anni in cui avevo dimenticato una cotta di quando avevo 17 anni, è tornato a galla il “mio” “Welcome” soprannominato anche “Miami”.

Il ragazzetto strabono che notai per forza in un locale mentre mi ero appena lasciata con il mio ex che dava le spalle a questo fantastico maschio che da lontano mi guardava facendo cose inenarrabili.

Io avevo davanti il mio ex con il cuore spezzato e già mi ero innamorata di un altro.

Ok. Lui è rispuntato per caso. Ho scoperto dopo 13 anni chi è! Era amico di una mia amica.

Cosa ho saputo di lui e cosa sapevo.

1) Pensavo fosse albanese: ci ho azzeccato

2) Pensavo si chiamasse Alessandro: si chiama ALexander

3) Pensavo che la sua abbronzatura notevole fosse dovuta al lavoro duro che svolgeva credevo o muratore o pescatore( da qui la giustificazione che davo ai suoi incredibili muscoli): no. Era una specie di “traffichino” con un sacco di soldi che si faceva le lampade.

Un Lampadato. io ho sprecato mesi e mesi della mia adolescenza a morire dietro -senza mai parlargli ovvio- ad un bellissimo traffichino lampadato.

Che delusione.

4) Era vero che aveva messo incinta una a 18 anni. Infatti lo vidi in centro con donna e passeggino quando avevo sempre 17 anni e li mi passò la cotta.

PARTE 2

Ieri sono stata al cinema a vedere un film idiota.

“Amici amanti e…”

Un film idiota. SI ho visto un film idiota, ma ho riso da morire. Fa ridere, se volete farvi due risate questo film è carino. Oddio ho detto “carinoooooooo”!

PARTE 3

Ieri sono tornata a correre dopo 3 anni. iPod con Rihanna, Lady Gaga, e lo so che ora Jim Morrison si sta rigirando dentro la sua tomba…perdonami Jimmy!

PARTE 4

Ho iniziato a fare come tutte le donne. Parlo di scarpe e vestiti. Dio solo sa quanto è difficile questa parte.

PARTE 5

Lui ancora non lo sa ma questa estate si pomicerà ovunque et all’aperto come ai vecchi tempi.

CONCLUSIONE

Per essere grandi si ha tutta la vita, quest’anno compio 30 anni e li vivrò nel segno dell’adolescenza.

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Un ricordo

Mi sono ricordata di quando, alla gita dell’ultimo anno, andammo a Barcellona a vedere tra le tante cose il Museo di Picasso.

Entrai che ero emozionata, finalmente potevo vedere dal vivo quello che avevo studiato!

Uscii in silenzio, le mie amiche erano tutte soddisfatte, io rimasi muta, mi vergognavo di dire loro che in realtà Picasso non mi era piaciuto, non mi aveva emozionato nè trasmesso qualcosa.

Potevo fare il paragone diretto con Dalì, il museo dell’artista a Figueras che avevo visto qualche giorno prima e che mi aveva letteralmente stordito, scosso e turbato.

Ps: ma Picasso non piace solo a me?

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Domenica mattina, consueta passeggiata delle 11.

Non ricordiamo però che essendo una bellissima e soprattutto calda giornata non saremo soli a passeggiare sul lungomare (come in inverno), ma dovremo fare i conti con un esercito di persone.

Quando dico Esercito di persone intendo esattamente la folla che si potrebbe trovare in piazza di Spagna a Roma.

Il Folle ed io abbiamo iniziato ad invecchiare, questo vuol dire che non sopportiamo facilmente l’esercito di persone.

Nella migliore ipotesi siamo due persone critiche, nella peggior ipotesi siamo due a cui non va bene un cazzo.

E’ più forte di noi, entrambi cataloghiamo tutti quelli che vediamo.

Dopo un lungo silenzio riempito dal chiasso degli altri, dai numerosi zig zag che facciamo tra un passeggino e l’altro, e una bici di bambino e donne gravide faccio:

“L’esercito dei mostri tristi. Ma perché sembrano tutti tristi?”

Il Folle ride e iniziamo la consueta catalogazione.

Allora oggi abbiamo:

– I truzzi: si riconoscono perché hanno tutti gli stessi occhiali truzzi e lo stesso tipo di cane esageratamente piccolo o esageratamente grande e possibilmente brutto

– I bambini con il cappello di Emporio Armani (questi il Folle proprio non li sopporta)

– Le gravide che si dividono in gravide truzze e gravide sportive: le prime indossano vestiti trash che mettono in risalto trash la pancia (trash) e le seconde vestite di tute comode che procedono con fatica e discrezione e con più dignità

– Le “prime tute”: ovvero quella parte del popolo che in occasione della bella stagione si è comprato una tuta fiammante, nuova, coloratissima che va dal rosso al “santiddio rosa confetto”, al nero con brillantini e paillettes in abbinamento a tessuti di velluto, con scarpe da tennis o giallo fosforescente o argentate o color oro.

– I nevrotici: mogli e mariti che si strillano addosso “Tu guarda il bambino! io guardo la bambinaaaaaa! Ma che cazzo fai????? Dove è andato????? Torna quaaaa!”

-Le famiggggggglie: gruppi di 10 persone, generalmente dell’entroterra, anziani annessi, figli annessi e giovani sposi, passo lento, parlano di malattie, di gente morta, di come sono bravi i propri figli e di cosa hanno cucinato per pranzo

– I trentenni senza figli: guardano di sottecchi tutti gli altri, sono notevolmente più rilassati, procedono a passo svelto e criticano l’infelicità degli altri.

Alla fine il Folle conclude che la nostra necessità di catalogare deriva dall’estrema diversità che ci distingue dalla massa, notiamo per forza ogni cosa perché ci riteniamo troppo diversi da tutti loro.

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Io e il Folle camminiamo sul lungomare.

Il Folle: “Sai, gli anni passano, mi rendo conto che le ragazzine non mi guardano più.”

Jò: “Ma va che dici, vedrai quando sarai 40enne… più gli uomini invecchiano più si fanno maschi!”

Il Folle: “Macchè…”

Jò: “Fidati. So già che le dovrò parare tutte quelle stronze! Sai, anche a me è capitata una cosa. Prima mi guardavano i ragazzini ora i mariti 40enni…che tristezza… Eppure cazzo! Dimostro 20anni! Mica 30. Non capisco. Non è una contraddizione?”

Il Folle: “Nono, hai perfettamente ragione. I ragazzini non ti guardano più. Sei in un’altra fase adesso.”

Ok. Devo ammettere che a volte preferirei non avere a che fare con la sua sempiterna sincerità. Ma forse è soltanto geloso perché accanto a lui sembro una bambina… 😛

Ps: ad Agosto finisco 30 anni. Cosa mi suggerite di fare? Festeggiare?

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Considerando che le ultime 4 estati sono state penose no lo voglio dire una merda pazzesca perché 2 anni e vabbè la tiroide e poi l’anno dopo e vabbè ti sei operata, l’anno dopo ancora evabbèstocaz hai problemi di schiena, dunque, ho deciso di fare una cosa.

Basta tirarsi la merda addosso.

Basta aver paura di sforzarsi perché sennò i dolori alla schiena peggiorano.

Allora non avendo ernie e contemporaneamente non sapendo il motivo preciso (che i dottori l’hanno capito??? tzè) per cui da un anno mi porto questa infiammazione di nervi che vorrei bestemmiare ma ormai ci rido sopra…allora ho deciso che con l’aiuto del santo Tiobec 800 di dio :

MA SE IO INIZIO A FARE UN Pò DI SPORT SERIO CHISSà CHE MAGARI NON MI PASSA?

Tra due mesi devo fare un trasloco e ci devo arrivare in forma, non posso evitare di portare pesi per paura uhhhh che la schiena si infiammi uhhhh.

Allora oggi che inizia la bella stagione io ho iniziato un programma di rinforzo autogestito e soft che prevede aerobica, streching, pesi e addominali.

Oltre alle belle lunghe passeggiate di 10 km a botta che faccio da un anno ormai, farò anche questo e appena torna un pò di caldo inizio ad andare a correre- se prima della malattia riuscivo a fare i miei 8 km senza problemi perché non posso riuscirci di nuovo?

Quindi ho deciso che la tattica del “sto ferma sennò ho paura che…” si può anche fottere.

Da oggi Jò5ephine metterà il fisico e quando questa estate la vedrete passare dovrete scansarvi per quanto vi farò paura!

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Period Mix

Il Folle è spesso di una simpatia unica.

Guardate cosa mi ha regalato pochi giorni fa… ma prima:

1) A cosa vi fa pensare la copertina

2) Traducendo il titolo di ogni canzone vi piegherete per i doppi sensi

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Di tutta questa tragedia che ha colpito il Giappone i giornali si soffermano anche su storie di cani e gatti ritrovati.

Ecco, c’è un video che mi ha colpito tantissimo, un cane ritrovato dai soccorritori che si rifiuta di abbandonare l’amico cane ferito.

E’ un video molto commuovente: http://j.mp/fCZd8v

E poi c’è un altro video: dei giapponesi tornarno dopo giorni nella loro casa distrutta e ritrovano il gatto sano e salvo nella casa che miagola in modo veramente straziante  http://j.mp/eyqzfb

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Da Repubblica.it

15 marzo. Il diario da Kyoto della nostra collaboratrice Naoko Okada

Stamattina ho partecipato ad una riunione di meditazione. O meglio, ho provato a partecipare perché appena è iniziata la meditazione dopo la spiegazione della procedura, mi sono addormentata al secondo respiro e svegliata proprio alla fine. Comunque ne è valsa la pena partecipare nonostante iniziava alle 6.00 del mattino perché ho sentito una cosa interessante e credo importante: come affrontare l’evento spiacevole come quello di questi giorni. Quando vediamo una cosa brutta e drammatica ma non c’entriamo direttamente e non è colpa nostra, possiamo scegliere due modi : essere distaccato e considerare se stesso un estraneo dall’evento e fare l’“osservatore”, oppure considerarsi sempre e comunque responsabile di ogni cosa che succede e che vediamo, perché appartiene al mondo in cui vivo. Le tipiche frasi della persona del primo caso sono: «non posso guardare le immagini così brutte», «io sono impotente, non posso fare nulla per loro» «l’uomo è impotente di fronte alla natura». In realtà si sta ponendo la barriera tra il mondo esterno ed sta evitando ogni responsabilità della vita. È molto meglio e facile accettare che possano esistere anche le cose spiacevoli nel proprio mondo.

Mentre scrivo questa, la TV dà allarme di una scossa di assestamento per la zona di Shizuoka. Dopo due secondi l’inquadratura inizia a tremare. Tanto. Subito, sento la scossa anche qui. Mi aggrappo al divano sulla quale sono seduta. Saranno stati meno di 15 secondi e rispetto alla zona di ipocentro la scossa è molto meno forte, ma ho molta paura. Ma di che paura ho? Ho sempre pensato di non aver paura di morire, allora perché? Forse è paura di farmi male? Morire invece sarebbe una liberazione. Ma certo che fa paura, la terra sulla quale ci siamo basati se trema, è come se venisse scossa la nostra esistenza. Ma la mia esistenza si basa su una cosa così instabile? Non dovevo averla dentro di me? Sì infatti, ma questo dimostra che ancora dipendo un po’ dal mondo esterno. Certo, per allenarsi di avere la esistenza solida questi giorni sono ideali, pieni di esami da superare.

Ho perso voglia di seguire la faccenda delle centrali nucleari che oggi diverse centrali stanno facendo i capricci. Pare che la situazione sia grave sul serio. Sinceramente, all’ inizio non immaginavo che sarebbe spinta così oltre (e purtroppo andrà ancora avanti). Perché i giapponesi sono organizzati, precisi e abbiamo la tecnica molto avanzata, pensavo si sistemasse presto. Macché. I giapponesi non sapevano di avere giocattoli pericolosi fino a questo punto. Mi si stringe il cuore pensando agli operatori che stanno lavorando per riparare i centrali, rischiando la loro vita.

Ricevo molti messaggi dai amici italiani. Leggo anche tutti i commenti calorosi che lasciate al mio diario, che mi fanno commuovere. Siete davvero in tanti, affettuosi e mi date tanto coraggio. Ma alcuni amici mi dicono ripetutamente di preoccuparsi del Giappone. Almeno amici miei, per favore non preoccupatevi. Perché preoccuparsi è come augurare male simulando nella testa un futuro non piacevole. Piuttosto, credeteci nella nostra forza e fortuna, e non dubitate mai. Indifferentemente dagli eventi in atto. Come si fa a ricominciare a creare essendo dubbioso? Male che vada, anche se c’è da preoccuparsi sul serio, è più divertente viverla con lo stato d’animo fiducioso. La forza più potente che possiamo avere in questo momento è crederci. Me compresa.

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