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Archive for maggio 2011

P. è un padre di 3 figli con moglie e lavoratore precario nonché condòmino dei miei.

L’altra sera, come molte altre sere, era al bar a bere le sue N-birre, lo raggiunge qui il figlio 19enne.

Gli fa un cazziatone lunghissimo sul fatto che non deve bere e se è ubriaco di non tornare per niente a casa.

Inizia il disastro.

Padre e figlio si iniziano ad insultare, volano ceffoni, calci, si prendono a botte; il figlio gliele suona tantissime e lascia per terra il padre sanguinante.

Torna dalla madre e gli fa “Mamma ho ammazzato mio padre”.

Questi si chiudono in casa, nel frattempo il padre (che non è morto) torna al bar e strilla al tipo di dargli un’altra birra. (Il bar di seguito si è preso una denuncia per non aver chiamato i carabinieri e per aver continuato a dargli da bere).

Torna a casa più ubriaco e incazzato di prima, i famigliari non gli aprono.

A questo punto ha afferrato un’ascia e ha iniziato a minacciare la famiglia.

Ha sfondato la porta, nel frattempo moglie e figli sono scappati in garage e qui si sono rinchiusi.

Ha iniziato a sfasciare mezza casa, mentre il resto della famiglia riusciva a scappare dal vicino di casa e P. ha preso di mira anche questa abitazione, prendendola a picconate in ogni dove.

Per calmarsi sono dovute giungere 4 volanti tra carabinieri e poliziotti perché all’inizio non esitava a quietarsi nonostante la presenza di due agenti. Anzi P. ha preso a botte anche un carabiniere.

C’è mancato poco che scappasse il morto.

P. ora  è in arresto e dubito che rivedrà presto la famiglia, soprattutto la figlioletta piccola che, assistendo a tutta la scena, è stata colta da ripetuti malori.  : (((((

Ora è ovviamente il gossip del momento, tutto il paesello “finalmente” ha qualcosa da raccontarsi, è tutto un vociferare, un giudicare, uno sparlare.

La vicina va dall’altra vicina a raccontare altre cose che qualche altra vicina ha spifferato, e così via, per una lunga catena della svernecchia.

Dovreste vederli, sembrano tutti emozionati mentre sentenziano e sparlano a vanvera.

Che branco di ritardati.

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Grazie!

Vorrei ringraziare tutti quei maschi che quando mi vedono passare nella via non perdono un momento per cignarmi* .

E ne sono veramente tanti perché nella via c’è concentrazione di turisti e cantieri:

-i muratori che ristrutturano al piano di sopra

-i muratori che lavorano nella villa di fronte

-i muratori che lavorano in un cantiere più in là

-dei villeggianti in un palazzo più in qua

Voi tutti, con i vostri a volte complimenti volgari ma graditissimi, mi fate sentire proprio giovane e bella anche nei giorni dove mi sento veramente uno schifo di donna mestruata.

Grazie!

*cignare=cimentare

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Gossip

Sopravvissuta ad una emicrania mestruale che mi ha tenuta a letto per un paio di giorni, eccomi tornare al computer per aggiornarmi sulle ultime news dal mondo.

Tra le tante cose mi colpisce il viaggio di Obama In UK.

Ma soprattutto l’aspetto più interessante è costituito dalle gaffes di Obama con la Regina Elisabetta.

In primis guardatevi questo video, Obama sbaglia i tempi del brindisi alla Regina Elisabetta e lo sguardo freddo di quest’ultima fa, a dir poco, collassare dal ridere. Obama la guarda innalzando il calice, lei lo ignora totalmente.

http://tv.repubblica.it/copertina/obama-gaffe-del-brindisi-alza-il-bicchiere-durante-l-inno/69185?video

In fondo gli Obama possono permettersi di tutto.

Come stringere le mani alla regina in una stretta a due mani!

O vogliamo forse parlare di quando Michelle abbracciò addirittura la Regina?

OLTRAGGIO.

Quella sciocca della First Lady si è addirittura permessa di indossare tacchi troppo alti, così alti da far sfigurare la Regina accanto a sè.

Ma come si permettono questi americani da 4 soldi a disonorare così la grande, austera, potente Regina?

Ora vi mostro questa foto:

L’ho scelta sia perché Michelle e William sono venuti malissimo, sia perché si vedono bene i vestiti indossati dalle Ladies.

Soprassediamo sui gusti di Michelle, sempre così colorata che me la fa adorare ogni volta di più, soffermiamoci invece sul dress di Kate.

Quella piccola insulsa si è permessa di indossare un abito da 170 sterline. Ma come le è saltato in mente dico io! Incontri gli Obama e ti vesti con 170 sterline?

Kate sei un mito.

Ps: quella baldracca di Camilla ha spifferato ai giornalisti della sterilità di Kate. Sarà vero? Sarà falso? Cosa succederà adesso? Come la prenderà la Regina?

A voi la risposta.

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Immaginate Jo5ephine in un contesto, quello della casa nuova, colmo di duri.

C’è l’imbianchino con la sua inseparabile radio durissima, che mi ammonisce dicendo che “sta casa è troppo pe’ voi! Quessa va bene pe’ me che c’ho 3 figli! Qua minimo 3 figli dovete fà, sbrigati se no poi è troppo tardi!”

Poi arriva il fabbro: un clone di Zamorano (il calciatore cileno che giocava nell’inter). Capelli neri lunghi avvolti in un codino. Aria da zingaro. Orecchino. Maglia attillata.

Non gli avrei dato una lira.

Invece lo osservo, ha da poco tolto la porta blindata insieme al collega. Ha sfilato il pannello che andrà riverniciato di bianco. Ora però ha bisogno ancora del collega per rialzare la porta blindata e montarla.

Ma il collega è impegnato in una telefonata.

Allora… what’s the problem?

Da lontano l’imbianchino ed io lo osserviamo: Zamorano in modo deciso, stacca un lato della porta da terra e in una mossa, che non so spiegare, si incolla tutta la porta blindata; eccolo passare davanti a noi “tritticando”.

L’imbianchino ed io ci riguardiamo. Il primo fa uno sguardo del tipo “Ammazza aò che bestia!”

Il duro d’altro canto, sa che si è conquistato l’immediata stima di tutti noi.

Ti potto rispetto, ti potto.

La sera chiamo Super Mario, mio padre, e gli racconto la storia del fabbro.

Risposta:

“Embè che è? Anche io sollevavo da solo le porte blindate!”

Ma si sa, questa è una guerra tra grandi duri. Meglio non metter bocca.

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Oggi la seguente foto vince il premio “Miglior foto simpatica della settimana”.

Lui è un buffo ragazzo che negli anni ’90 si è fatto immortalare vicino ad una statua raffigurante il mitico Dio Priapo.

Questa foto, pescata in rete, mi ha fatto una tale tenerezza: negli anni ’90 io portavo gli stessi occhiali rotondi. E, nonostante non mi donassero, li indossavo con orgoglio e ostentata fierezza.

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Ricevo telefonata del padre muratore duro e puro:

“Jo5ephine, devi assolutamente sentire l’architetto del mobilificio. Fatti dire queste due cose:

1) qual’è l’altezza soja di quella cosa che metti per il camino

2) quanto è largo il materiale”

“Padre, spiegami non capisco. La soia sarebbe la mensola? Larghezza del materiale sarebbe lo spessore? Quando dici materiale ti riferisci all’okite?”

“Si, esatto.”

“AH. Allora le due richieste si possono unire in una soltanto: qual’è lo spessore della lastra di okite che metteremo nel camino?”

“Brava! SI.”

“…”

Il Padre ha una mente molto complicata. Molto.

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Non si ricordano solo parole ed immagini, ma anche odori. E questi ultimi sono più difficili da trattenere.

Fu così che l’altra sera ero stesa sul letto a leggere i Buddenbrook, ed è stato soltanto un attimo: un’associazione libera mi ha ricordato l’ odore di settembre degli anni ’80 e il ritorno del vento fresco, l’odore delle magliette pesanti ripescate nell’armadio, il profumo di quaderni e astucci nuovi.

Questo video non c’entra molto con il discorso ma siccome è strano quanto questo post, lo inserisco.

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