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Archive for the ‘Arte’ Category

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Claude Monet, Casa di pescatori a Varengeville, 1882

Jo5ephine, Casa di Pescatori alla Riserva Naturale dello Zingaro (Trapani), 2010

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Corpus Poeticum

Il grigio inverno se ne è andato lasciando così spazio alla fresca primavera.

La Primavera, stagione degli amori, rifiorir delle passioni, sbocciar dei fiori, rinascita dei buoni odori, infondi così energia in ognuno di noi, facendoci sentire più vivi ed innamorati gratificandoci con il caldo abbraccio del tuo sole, che già in Aprile vien a prometter l’Estate.

Questa è una catena letteraria nata in onore della Primavera e proposta così per caso nel bellissimo e particolare Blog di Sogni&Bisogni.

Ovviamente Jò non si tira indietro e inserisce il suo piccolo contributo con una famosa poesia di Pablo Neruda.

Buona lettura.

Ps: chiunque volesse contribuire al Corpus Poeticum può trovare qui il regolamento!

Ps1: Soooogni, l’hai scelta tu l’immagine?

HHHHHHHARD!

Ps2: già mi immagino la reazione dei fiorellini che leggono il mio blog…primi tra tutti Fracazzz e 4ngel0…

Lasciami sciolte le mani e il cuore

Lasciami sciolte le mani e il cuore,
lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!
E’ la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l’incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che vola tutta la mia vita ridotta in cenere
verso il tuo corpo pieno, come la notte, di astri!
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!

Pablo Neruda

Egon Schiele

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Mostre

Visita al Museo- Degas

Recentemente sono andata a vedere due mostre:

“Fiori” a Forlì e “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso” a Rimini.

Vi anticipo subito che la prima non merita, in generale opere di poco spessore, a parte qualche piccola eccezione.

Ma ne ho appuntati giusto una decina di quadri meritevoli.

Uno tra tutti- non a caso il simbolo della mostra- è “Fiori in Fiasca Impagliata” di un anonimo pittore di Forlì:

Poi mi ha colpito “Il funerale di Livia” di Quarantelli, ma non riesco proprio a trovarlo su internet.

Rappresenta il funerale di una ragazza giovanissima, molto bella, completamente nuda adagiata sopra ad una specie di bara e trainata da 2 fusti super fichi e completamente nudi.

Più che un funerale sembra una festa orgiastica!

A Rimini invece si respira un’aria decisamente diversa.

La mostra ubicata all’interno di un castello prende forme più accoglienti, i quadri tutti molto belli dai ritratti fiamminghi ai paesaggi degli impressionisti:

Monet e la casetta dei pescatori sugli scogli, gli studi sulla luce sempre di Monet in “Covoni al Tramonto”, la contrapposizione di due quadri uno di van Gogh su delle case di Auvers e l’altro tahitiano di Gauguin mi hanno lasciato supporre che nonostante i due usassero una vasta gamma di colori nei loro quadri, la differenza evidente è che dall’uno ne trapela un rapporto aggressivo con la tavola ed il colore, Van Gogh utilizza molti colori vivaci e in grande quantità materiale, quasi a conferire al quadro una vita tutta sua, una soggettività, le figure di van gogh escono letteralmente dal quadro grazie a contorni ben definiti ed a infinite lunghe pennellate, quasi un pointillismo allungato e personalizzato in base alle emozioni psichiche del momento.
Nei suoi quadri ci leggo l’aggressiva angoscia di un uomo difficile e senza pace, allo tesso tempo molto sensibile, il che mi lascia supporre che la sua sensibilità sia stata la prima causa evidente dell’enorme infelicità di quest’uomo.

Non lasciatevi sfuggire il Van Gogh Museum ad Amsterdam.

Dall’altro lato invece abbiamo Gauguin che allo stesso modo usa molti colori forse un pò meno vivaci (basti pensare al giallo dei girasoli di Van gogh per capire cosa intendo per “vivace”) ma più rassicuranti e rilassanti in contesti pseudo paradisiaci.
Non ci sono tempeste, ma bellissime donne tahitiane in armonia con il paesaggio.

Se siete della zona andate a vedervi questa mostra, proviene da un Museo di Boston che a causa di una ristrutturazione ha permesso alla collezione di viaggiare il mondo.

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Salvador Dalí. Apparition of Face and Fruit Dish on a Beach. 1938

Nel 2009 mi sono operata e già ve l’ho detto.

La cosa che mi colpisce è che la notte prima dell’operazione ho dormito come un angelo, il mattino mi sono fatta la doccia, lavata denti, depilata le sopracciglia, la depilazione gambe-bichini-ascelle la feci prima di partire e…poco prima di lasciare la stanza d’albergo per andare in ospedale mi sono fatta la piastra ai capelli.

Avrei anche messo lo smalto se non fosse che in anestesia hanno bisogno di controllarti le unghie.

Credo che chi mi ha operato abbia notato l’immenso profumo di pulito che emanavo da tutte le parti!

Ovviamente quando entrai in ospedale tutta la calma che avevo e che avevo costruito attraverso mesi di autoanalisi per la serie “stai calma tanto fanno tutto loro”, mesi di musica metal-dura e pura, la persi in un baleno, graziesignoregesùdiobellissimo che l’uomo ha inventato il Valium.

Ma di questo ve ne ho già parlato.

Anzi vi ripropongo presto il post su questo blog.

Quello che volevo dirvi è che dopo l’operation ho un sogno ricorrente.

Sono a Pisa (dove mi sono operata) e giro per la città (in ogni sogno questa parte è sempre diversa) ma alla fine del sogno succede sempre che devo andare in una pizzeria perchè mi aspettano delle persone (a volte sono amici, altre parenti…) per mangiare.

La pizzeria è sempre la stessa, non è un posto bellissimo, non mi piace in sogno, è nascosta tra le belle ruette pisane ed è strana: strettissima e sviluppata in 3 piani (piano terra, sottoterra, primo piano).

A volte ci trovo una mostra di quadri, altre volte nulla.

La prima volta che feci il sogno ricordo che non riuscivo a trovare la pizzeria (localizzata vicino l’ospedale) perché troppo “infrattata” ed ogni ruetta mi sembrava uguale alle altre.

Poi nei successivi sogni la pizzeria la iniziavo a trovare molto più semplicemente perchè nel sogno ero consapevole di averla già visitato oniricamente!

Inoltre vado sempre a rivedermi la torre di pisa, solo che quando sono nella grande piazza è sempre buio, minaccia tempesta e c’è poca gente in giro.

La torre non mi appare lunga e sottile ma curvata, distorta e più scura, larga. Soprattutto imponente. Sembra di assistere ad uno di quei quadri di Dalì dove gi oggetti prendono forme diverse, distorte e inquietanti.

Un’interpretazione piccola ce l’ho.

1) probabilmente inconsciamente avrei preferito visitare pisa per altri scopi, culturali magari…è per questo che sogno di andare in pizzeria proprio a Pisa.

2) inconsciamente- ma molto inconsciamente- è possibile che io abbia desiderato in ospedale la presenza di qualche altra persona. Andai ad operarmi accompagnata solo dal Folle sotto mio preciso e ostinato desiderio, lasciando a casa genitrice e genitore. Mah, se tornassi indietro farei la stessa identica cosa, però forse il fatto che alla fine del sogno trovo o amici o parenti nella pizzeria…vorrà dire questo.

3) pisa buia e tempestosa: beh questa è banale. A Pisa collego uno stato d’animo e delle sensazioni negative, ansiose che si tramutano in un quadro in cui i colori dominanti sono scuri, l’ambiente appare minaccioso e la sensazione di solitudine è sovrastante su tutto.

E voi avete sogni ricorrenti?

Oppure vi vengono interpretazioni del mio sogno differenti dalle mie?

ps: sono bene accette tutti i tipi di interpretazione, soprattutto quelle di DUEGGì e FRACAZZZ che so già…non mi meraviglieranno!

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