Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘I ricordi di Jò’ Category

Non si ricordano solo parole ed immagini, ma anche odori. E questi ultimi sono più difficili da trattenere.

Fu così che l’altra sera ero stesa sul letto a leggere i Buddenbrook, ed è stato soltanto un attimo: un’associazione libera mi ha ricordato l’ odore di settembre degli anni ’80 e il ritorno del vento fresco, l’odore delle magliette pesanti ripescate nell’armadio, il profumo di quaderni e astucci nuovi.

Questo video non c’entra molto con il discorso ma siccome è strano quanto questo post, lo inserisco.

Annunci

Read Full Post »

L’Arredatore ed io abbiamo in comune una parte del nostro passato.

Ieri sono tornata in mobilificio per provare le sedie e nel frattempo per ben 2 ore è spuntato che:

-era mio dirimpettaio

-ha avuto la mia stessa maestra delle elementari

-è andato nella mia stessa parrocchia

-ha frequentato tutti i parchi che frequentavo io da piccola

Quindi abbiamo in comune un sacco di posti, ricordi e persone.

Mi ha svelato che la casa disabitata che stava davanti alla mia era governata dagli spiriti e che padre renato andò a farle un esorcismo. Io non lo sapevo assolutamente! Per me era la casa dei gatti! Una volta tra l’altro una gatta riuscì per la grande fame a saltare fino alla finestra della cucina!

Mi ha ricordato il terrore che si provava se il sabato pomeriggio si arrivava tardi al catechismo…toccava risalire da soli i corridoi della parrocchia…era tutto così tetro, silenzioso e ansiante…oddio che ricordi!

Poi mi ha raccontato l’atroce vita del chirichetto.

Padre zaccaria vietava assolutamente di fare pipì durante la messa, allora lui che all’epoca aveva 4 anni riuscì a farsela addosso davanti a tutti!

Sono troppo commossa, è stato come fare un tuffo nel passato… non mi riprendo più…

Il fatto è che la parrocchia era veramente un bel posto dove socializzare, dove costruire bei ricordi di infanzia, dove prendere le prime cotte e imparare a giocare a biliardino!

Quanto mi sono divertita da bambina…

Read Full Post »

Ecco un frammento del mio passato, un ricordo senza tempo.

Ero piccolissima, una sensazione di noia, la ricerca di qualche passatempo in una casa di non so chi.

Con le gambette iniziai a girare per le stanze. Trovai un ripostiglio con una panca e sopra di essa un sacco di cappotti appesi.

CI salii sopra e come uno struzzo all’incontrario ficcai la testa dentro ai cappotti. Così ero invisibile a tutti, avevo dunque costruito uno dei miei tanti mondi fatti di boschi incantati, fate e dolci appesi a degli enormi alberi.

Nella mia nuova casa ci sarà spazio per il ripostiglio dei miei ricordi, così qualche volta potrò provare a riacciuffare quelle sensazioni passate che tanto piacere ancora mi danno.

 

Read Full Post »

Buon Natale!

1) Ditemi se è normale fare in una notte 3 sogni uguali. Poi il sogno era anche piacevole…ERO SOLO IN VIETMAN SOTTO AI BOMBARDAMENTI mentre contemporaneamente cercavo di accattare qualche bel souvenir! Ho fatto il sogno 3 volte consecutivamente. Io che arrivo in vietnam con una nave, atterro, cerco i souvenir, li compro, iniziano i bombardamenti e inizio a scappare, contemporaneamente avviene uno tsunami. Alla fine mi salvo sempre (con i souvenir).

2) Ieri pomeriggio, entro in un negozio in centro, un negozio di scarpe con delle promozioni imperdibili. Negozio microscopico. Commessa stressata e nevrotica: “Oddio, domani è la vigilia, meno male, non lavoro. CHe palle, sempre in negozio sto. Chi se ne frega del Natale, di Gesù. L’importante è che non lavoro. Che coglioni stare qui. Oddio! I Babbi Natale che suonano! Che palle di cristo. CHe coglioni. Ah, mi sa che sto esaurita. Ahahahahaah. Tra un giorno faccio festa. Era ora. Cazzo. Mi sono rotta proprio le palle.”

3) Ma veniamo al Natale. Mi viene da ripensare ai natali di quando ero piccola. Ecco i ricordi più “divertenti”.

-avevo 5 anni, giocavo con i miei cugini, corro corro, l’idiota di mio cugino mi sbatte la porta in faccia. Mi ha quasi rotto il naso.

-avevo 8 anni e sempre il cugino idiota di cui sopra, sparando un non so che Raudo, diede fuoco ad un grande Pino della via. Dovettero venire i vigili. Andammo sul giornale.

-avevo 4 anni. Era mezzanotte e una campana suonante annunciava l’arrivo di Babbo Natale.  Entrammo nella stanza al piano terra dalla quale proveniva il suono: finestra spalancata, mi precipito a guardare fuori: vedo la gamba di Babbo Natale che saliva in cielo trainato dalle renne.

Io la vidi davvero. Cioè. Ho ancora il ricordo di quel Frammento di immagine-rappresentazione di Babbo Natale.

– avevo 10 anni. COn un gioco perfido fatto dai miei cugini stronzi (al quale potevo cascare soltanto io), bestemmiai iddio proprio il giorno della Vigilia. Ovvio, i serpenti andarono subito da mio padre a dirglielo ridendo come degli idioti.

-avevo forse 12 anni, ricevetti i regali più belli in assoluto. Il gioco da tavola “Brivido” e un bel microscopio!

(Forse il microscopio non fu proprio una bella idea. I giorni successivi infatti, poichè volevo assolutamente vedere il sangue al microscopio, mi autolesionavo provocandomi piccole fuoriuscite di sangue prontamente catturate nel vetrino…)

– ma vogliamo anche parlare di quando cercai di fare la verticale e cascai di schiena?

Era sempre Natale.

Va beh, vi sarete fatti una precisa idea di Jò, cioè che da piccola era particolarmente sciocchina.

Da piccola.

Ora che è “Matura” no.

Va beh, Buon Natale a tutti voi, pagliacci tristi e non!

Read Full Post »

La ruota gira

Quando ero piccola mio padre mi raccontava che lui era nato
pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, che da
bambino non aveva i termosifoni, l’acqua calda e che ci si
riscaldava in modo diverso. Mi diceva anche che non avevano la Tv e
che al massimo durante i pasti si facevano prestare la Radio dai
vicini e ascoltavano così il Comunicato. Io gli dicevo da piccola
infante degli anni ottanta “Papà quanto sei vecchio!”, il tutto mi
sembrava parte di una favola mistica, incredibilmente fantastica e
lontana nel tempo (“Mio padre è nato quasi a ridosso della fine
della seconda guerra mondiaaaaaaaaaale…….uhhh vecchissssimo”)
Ora spiegatemi come posso andare dal piccolo Giò
(figlio di una mia amica) e spiegargli quando avrà almeno 2 anni
che io alla sua età non avevo il telefono in casa, l’aspirapolvere,
che avevo un televisore in bianco e nero, che spesso i capelli me
li lavavo riscaldando l’acqua con una pentola sul fuoco, che a 10
anni avevo il lettore vhs e non dei dvd, che si facevano le foto
con il rullino, che non esisteva minimamente l’iPhone, che giocavo
con l’msx e che ci metteva mezzora per caricare un gioco (il cui
procedimento era lungo, difficile e bestemmiante…), che non esisteva INTERNET!!!
Ok. Lo ammetto. Sono… diciamo…”matura”.
Ma vecchia no.

Oh.

Read Full Post »

3 anni dopo rivedo mia nonna in un letto di ospedale, la vecchia ha retto bene all’ischemia e a tutti quei malanni, tra cui tiroidite, diabete, infarti e operazioni varie, che hanno contribuito a tracciare il carattere di una donna semplice, egoista, vittima e perfettamente popolana.

Mi intravede entrare ma non mi riconosce perchè non vede bene, le mostro la bionda treccia e subito capisce che sono io- unica bionda della famiglia dopo mia madre.

Piange, –oddeyo mi dispiace che sci stata male!– io minimizzo, scene napoletane, baci e abbracci, in fondo non è cambiata per niente, è sempre la stessa donna che 15 anni fa abitava con me, che mi spiegava l’esistenza dei demoni, che odiava farmi la treccia- eddai nonna!!!-che mi raccontava degli spiriti intravisti, gli oggetti muoversi-(estate degli anni 60, tutta la famiglia riunita per la finale delle olimpiadi, la tenda si muove da sola…) i soldi spariti, gli anelli perduti (perde e ritrova costantemente le sue cose)- Chi me li avrà rubbbati? Sarà stato il diavolo!– che leggeva sempre gli harmony, vedeva le telenovelas su rete 4- Cuore Selvaggio nei pomeriggi di estate negli anni 90 non me lo posso dimenticare! Mi ha fatto scoprire la sessualità!- cucinava a tutte le ore del giorno preferibilmente il mattino alle 8- i broccoli! mio dio che puzza!-che si rinchiudeva in bagno per delle ore a lavare i suoi enormi seni decadenti- me la immaginavo metterseli sulle spalle per riuscire a lavare la pancia!-che pregava in ginocchio davanti al letto, che si lamentava sempre e comunque della sua vita- oddeyo avrei dovuto aspettare Luciano invece che sposare il polacco!– e dei suoi malanni.

Per qualche minuto siamo sole, mi racconta che nella stanza vede 20 diavoli.

Dove sono nonna?

Ovunque!

E inizia a indicarli tutti e 20.

Ieri ce ne stavano 28! Erano sia maschi che femmine! Ma io non avevo paura. Mi prendevano in giro, non riuscivo a sentirli! Poi io gli ho detto “Scherzate con i fanti ma non scherzate con i santi e sono scomparsi!

Pensavo tra me e me qualche spiegazione al fatto che riesce a vedere ma non a sentire i suoi diavoli.

Lei dice che non vede e non sente bene, ma i visi dei diavoli li vede.

L’effetto dei farmaci.

Nella stanza arrivano mano a mano le figlie.

La madre e le figlie insieme dopo tanto tempo, tra cui mia madre.

Come sono simili, dalla voce ai lineamenti.

Stesse mani, gambe, occhi, lievissimo accento italo -polacco.

Piegate dagli anni, chi più chi meno.

Intavolano gli stessi discorsi: malattie, sventure e (finte) prodezze dei rispettivi figli in una sorta di gara a chi è di più qualcosa (chi è più malato, chi è più bravo…).

Capisco che in 15 anni non è cambiato nessuno, stesse manie di protagonismo, stessa mentalità (cristo sempre e comunque davanti agli occhi).

Un minestrone di decadenza, semplicità, insicurezza, cristianesimo, ignoranza e povertà.

Frase comuni, discorsi comuni.

Penso.

Non mi riconosco in nessuno di loro.

Neanche in mia madre.

(Neanche in mio padre).

Penso- posso essere diversa perchè voglio essere diversa o sono come voi e per questo mi sforzo per non assomigliarvi?

Non lo so.

Credo semplicemente di essere diversa e basta.

Piccolo bilancio ingarbugliato alla soglia dei trentanni.

E voi avete famiglie unite o vi sentite in qualche modo “lontano” da loro?

Read Full Post »

Una delle droghe migliori che io abbia mai provato è il Valium.

Tutto accadde esattamente un anno fa, mi dovetti operare perché il Signore ha permesso che ereditassi una malattia dalla mia genitrice per far si che io mi sentissi più vicino a lui e alla sua croce.

Ed allora mi assegnarono la stanza in ospedale e poco dopo un giovane infermiere (che più che un infermiere sembrava un becchino) tutto vestito di bianco, dall’aria stanca di chi ha passato la notte in ospedale, mi fa:
“Signorina Jo5ephine? Tra poco la portiamo in sala operatoria, prenda questo.”

Ed io coraggiosamente (il cazzo! piangevo come una deficiente!) faccio: “Cos’è di grazia?”

Dietro di lui si sprigiona una luce bianchissima, i violini iniziano a suonare, poi le trombe, i flauti, i violoncelli e lui in coro con la cantante lirica finalmente mi dice… “Il Valium”.

Ed io sempre coraggiosamente come prima: “Me ne può dare di piùùù che sono un tantino scossa?”

E lui: “Va bene signorina Jo5ephine”

Seguirono momenti incerti tra il terrore e la sicurezza che la droga avrebbe prima o poi fatto il suo effetto.

Mi vennero a prendere con il lettino, indossai quel fantastico camice verde con lo stile di una che sta per andare al patibolo.

Ma ero fiduciosa perché mi avevano dato una doppia dose di Valium!

Mi “abbandonarono” nella sala di attesa dove trovai un giovane ragazzo carino (!!!) strafatto di valium che attendeva il suo destino come me.
Iniziammo a parlare.

Mi dice che fa, di dov’è, a cosa doveva essere operato.

Gli faccio: “stai fatto di valium?” E lui: “Si, e mi sa che sono anche gay.”

(Il Valium fa anche questo, ti rende libero di dire al mondo chi sei veramente senza particolari problemi (dovrebbe sempre essere così))

Lo vengono a prendere e lo portano via.

Poco dopo è il mio turno. In quel momento non mi rendevo conto di nulla, ero felice, felicissima di essere operata! Chiacchieravo in continuazione, parlavo della tecnologia, di “Doppio Sogno”, di quanto è fico visitare la sala operatoria!

E’ stata un’esperienza bellissima di cui ricordo ogni particolare, persino si intravedevano dal corridoio delle vetrate dietro le quali operavano! Ero felicissima e sono arrivata gioiosa al mio lettino dove mi avrebbero operato. C’era tutto, un orologio che segnava le 13:05, la mia anestesista visibilmente preoccupata perché “non mi trovava la vena”, la collega che le dice “ma sei stupida la vedo io!”, l’ago che entra, il liquido preanestetico che si diffonde, il braccio che brucia, la mia serafica tranquillità mentre mi sistemano gli elettrodi, preparano l’ossigeno, mi invitano a stare zitta, io che penso a tante cose, il corpo che mano a mano si addormenta, e poi la bocca che non si muove più, e il mio ultimo pensiero “Il mio uomo ubriaco al matrimonio di una mia amica”-mi sentivo proprio ubriaca.

Al risveglio ero felicissima, chiacchieravo come prima che mi addormentassi, non sentivo dolori perché bombardata da morfina e anti dolorifici. La prima persona che ho visto al risveglio è stata una giovane infermiera che mi accarezzava il viso e mi tranquillizzava.

Questo per dimostrare che il Valium sta avanti, l’anestesia sta avanti, sta avanti pure la morfina e gli anti dolorifici!
E quindi viva la Tecnologia!

Qui sotto, la star Jò dimessa dall’ospedale:

Read Full Post »

Older Posts »