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Archive for the ‘Il Folle’ Category

E’ stato un lungo weekend.

Se volevo iniziare questa Primavera-Estate nel segno dell’adolescenza ci sono proprio riuscita.

Venerdì sera non posso raccontarvi di preciso la serata però è stata una delle serate più assurde di tutta la mia vita… e come inizio di stagione all’insegna della Adolescenza non è stata niente male.

Poi sabato ma soprattutto domenica è stata una giornata praticamente estiva con pranzo al sacco al mare, bagno, ecc ecc.

La domenica mi sono cimentata con il Folle a fotografare la festa di compleanno di un bimbo ed era così pieno di bimbi che ho iniziato a pensare che ogni pacco regalo non contenesse regali ma bimbi.

La notte stessa ho fatto un incubo (forse perché ho visto troppi bimbi).

Ho sognato di venir bloccata davanti al traforo del gran sasso.

C’era gente che vi entrava a piedi e spiegavano loro che per raggiungere l’Aquila bisognava attraversare il Traforo a piedi.

Ma noi tutti non sapevamo che entrandovi avremmo dovuto fare il conto con Mostri e Alieni.

Ma fortunatamente nel sogno io non ero io ma ero questa:

E grazie ad un portentoso Big Babol riuscivo a gonfiarlo così tanto che mi faceva volare per farmi raggiungere così una misteriosa finestra in alto nella galleria tetra, buia e puzzolente.

Arrivata qua mi apre un alieno donna con la faccia a forma di fragola mentre lotta con un alieno con testa di medusa.

Io sono sbigottita ma sono LEI (la tostona di cui sopra) per cui non mi faccio problemi, entro, approfitto per far pipì in bagno lavandomi anche le mani dopo, e affronto i mostri e gli alieni con il mio fantastico mitragliatore e con la mia valorosa Spada.

Siccome è il mio sogno arrivo dall’altra parte del traforo e qui mi sveglio che è mattina in preda all’ansia.

Ora diciamo che il mio sogno rispecchia più o meno la follia di questi ultimi due giorni e che oggi ho bisogno di stare da sola, rilassarmi un poco, leggere Thomas Mann, pensare ai fiori, al sole, alle rondini (ieri ho visto la prima rondine dell’anno!).

Buona settimana.

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FOLLEmentanaL

La sera a cena vediamo sempre il tg7.

Quando non ne possiamo più di notizie tragiche mettiamo muto.

Poi se c’è lo stacchetto pubblicitario inizia il divertimento. Sempre con Muto Il Folle ed io facciamo la voce alle pubblicità e finisce sempre che si parla di “scopare, pene, fica, peli” ecc…

Stasera finito lo stacchetto ricompare Mentana.

Ecco il Folle:

“Allora amici dopo tutte queste notizie di merda io mi vado a fare una sega. Si, mi faccio una sega perché mia moglie non me le fa. Come biasimarla. Sono brutto e tappo. Mi raccomando allora, stasera tutti su You Porn e ricordatevi di aggiornare “Flash”.”

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Domenica mattina, consueta passeggiata delle 11.

Non ricordiamo però che essendo una bellissima e soprattutto calda giornata non saremo soli a passeggiare sul lungomare (come in inverno), ma dovremo fare i conti con un esercito di persone.

Quando dico Esercito di persone intendo esattamente la folla che si potrebbe trovare in piazza di Spagna a Roma.

Il Folle ed io abbiamo iniziato ad invecchiare, questo vuol dire che non sopportiamo facilmente l’esercito di persone.

Nella migliore ipotesi siamo due persone critiche, nella peggior ipotesi siamo due a cui non va bene un cazzo.

E’ più forte di noi, entrambi cataloghiamo tutti quelli che vediamo.

Dopo un lungo silenzio riempito dal chiasso degli altri, dai numerosi zig zag che facciamo tra un passeggino e l’altro, e una bici di bambino e donne gravide faccio:

“L’esercito dei mostri tristi. Ma perché sembrano tutti tristi?”

Il Folle ride e iniziamo la consueta catalogazione.

Allora oggi abbiamo:

– I truzzi: si riconoscono perché hanno tutti gli stessi occhiali truzzi e lo stesso tipo di cane esageratamente piccolo o esageratamente grande e possibilmente brutto

– I bambini con il cappello di Emporio Armani (questi il Folle proprio non li sopporta)

– Le gravide che si dividono in gravide truzze e gravide sportive: le prime indossano vestiti trash che mettono in risalto trash la pancia (trash) e le seconde vestite di tute comode che procedono con fatica e discrezione e con più dignità

– Le “prime tute”: ovvero quella parte del popolo che in occasione della bella stagione si è comprato una tuta fiammante, nuova, coloratissima che va dal rosso al “santiddio rosa confetto”, al nero con brillantini e paillettes in abbinamento a tessuti di velluto, con scarpe da tennis o giallo fosforescente o argentate o color oro.

– I nevrotici: mogli e mariti che si strillano addosso “Tu guarda il bambino! io guardo la bambinaaaaaa! Ma che cazzo fai????? Dove è andato????? Torna quaaaa!”

-Le famiggggggglie: gruppi di 10 persone, generalmente dell’entroterra, anziani annessi, figli annessi e giovani sposi, passo lento, parlano di malattie, di gente morta, di come sono bravi i propri figli e di cosa hanno cucinato per pranzo

– I trentenni senza figli: guardano di sottecchi tutti gli altri, sono notevolmente più rilassati, procedono a passo svelto e criticano l’infelicità degli altri.

Alla fine il Folle conclude che la nostra necessità di catalogare deriva dall’estrema diversità che ci distingue dalla massa, notiamo per forza ogni cosa perché ci riteniamo troppo diversi da tutti loro.

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Io e il Folle camminiamo sul lungomare.

Il Folle: “Sai, gli anni passano, mi rendo conto che le ragazzine non mi guardano più.”

Jò: “Ma va che dici, vedrai quando sarai 40enne… più gli uomini invecchiano più si fanno maschi!”

Il Folle: “Macchè…”

Jò: “Fidati. So già che le dovrò parare tutte quelle stronze! Sai, anche a me è capitata una cosa. Prima mi guardavano i ragazzini ora i mariti 40enni…che tristezza… Eppure cazzo! Dimostro 20anni! Mica 30. Non capisco. Non è una contraddizione?”

Il Folle: “Nono, hai perfettamente ragione. I ragazzini non ti guardano più. Sei in un’altra fase adesso.”

Ok. Devo ammettere che a volte preferirei non avere a che fare con la sua sempiterna sincerità. Ma forse è soltanto geloso perché accanto a lui sembro una bambina… 😛

Ps: ad Agosto finisco 30 anni. Cosa mi suggerite di fare? Festeggiare?

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Nelle lunghe passeggiate serali lungo la spiaggia Jò approfitta con delicatezza e rilassatezza per raccontare al Folle le novità sulla casa.

“Eh si! Sai, secondo me potremmo anche non fare così e risparmiare, poi così ed è più bello, ah sai ho parlato con il muratore, ah sai che il camino bla bla…”

Il Folle sopporta suo malgrado. Non vede l’ora che sta casa sia finita ed andarci ad abitare.

Jò ci mette un saccaccio di energia anche perché come ogni donna adora arredare casa.

Il Folle declassa l’argomento con un certo stile e mi fa:

“Senti ma ti immagini se un giorno qualcuno riuscisse a estrapolare la mia memoria e metterla in una biomassa e poi in un androide (…) e poi praticamente io potrei rivivere ancora e secondo te se poi mi dovessero iniettare anche altre informazioni, ecco, secondo te Jò potrei diventare ad esempio più saggio? Si dimmi Jò, ma tu credi che in fondo è l’informazione che fa migliore un uomo???”

Jò si spodesta così dalle mattonelle, dai mosaici, dal mobile giusto per la tv e inizia a seguire i discorsi del Folle.

“Dipende da che informazioni ti iniettano, eh si perché la saggezza non ha una sola dimensione, ha più campi di riferimento. Se parli di Filosofia diventi saggio per certi argomenti ecc…”

“Ah, uhm. Ma secondo te sarebbe bello vivere da androide???”

“Ehm…”

Insomma.

Alla fine non voleva fare un discorso filosofico, voleva semplicemente cambiare argomento e con un giro di parole convincermi per vedere l’ennesima volta “Ghost in the schell”.

Jò ha gioiosamente esclamato “Nooooooooo!!!! Ancoraaaaaaaaaaa!!!!!!”.

E comunque per la cronaca ieri  non l’abbiamo visto (C’era chi l’ha visto su raitre) e tantomeno lo vedremo stasera (C’è annozero su raidue).

Ecco, forse domani sera.

Va bene domani sera si.

L’ho detto.

Domani.

(Lei è davvero DURISSIMA)

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Cronaca di una sera passata al Pronto Soccorso.

Intorno alle 20 mi chiama in lacrime mia madre: “Oddio Jò è successa una tragedia!!!!”

Penso: “E’ morta la gatta…”

Mi dice: “Un labrador ha fatto cadere tuo padre, si è rotto l’anca!!!!”

Suggerisco di chiamare un’ambulanza al più presto, non lo fanno, allora corro con il Folle e lo passiamo a prendere.

Arriviamo a casa e lui…cammina zoppicando. Cazzo ma allora sta bene! Oramai le “scene napoletane” di mia madre le conosco fin troppo bene…

“Papà tranquillo, hai preso una brutta botta ma non ti sei rotto nulla, andiamo subito in ospedale per accertamenti”

Morale: Super Mario sta bene, dai raggi niente di rotto, 10 giorni di riposo -che già dice di non voler prendere: “Io Lunedì vado a lavorare!!!!”.

Fa il muratore, è un caterpillar.

All’ospedale c’era:

-la tipa picchiata dal marito che si teneva il braccio stretto sotto al seno per contenere il dolore,  nel frattempo gridava “il padre di mia figlia mi ha fatto questo! io lo dico a mio padre, lo ammazzo!!!!”

-una donna con le doglie

-una cliente di mio padre che come lo ha visto gli diceva “ahhhh Super Mario, non ti sei fatto tanto male, vero? No perché se no chi mi fa il bagno??? Ah sai ci ho ripensato, mi devi allungare il rivestimento della cucina! ahhh sai che ho comprato cucina bla bla bla…ahhh sai è arrivato l’imbianchino? quant’è bellinoooooo!

Non potevo crederci, mio padre si è messo a parlare di lavoro anche a mezzanotte al prontosoccorso!!! E anche con una bella donna attratta dall’imbianchino tondolino!

-un uomo che assomigliava così tanto alla famiglia di mio padre che lì per lì avevo deciso: “Deve essere un probabile fratellastro di papà.Questa è una coincidenza significativa!!!”- stavo delirando.

Va beh, chiudo questo capitolo, è stata proprio una brutta serata di cui vi evito:

1) la parte del nostro avvocato che viene per parlare con il padrone (del cane non assicurato) che si stava cagando addosso

2) la parte del Folle che per ragioni di sicurezza registra in gran segreto la sua conversazione con il padrone del cane mentre confessa il fattaccio (non si sa mai, potrebbe anche dire che il suo cane non ha fatto niente per pararsi il culo)

Voglio dimenticare.

Buona giornata!

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Non pensavo fosse così complicato trovare il buco per l’uscita della cappa.

Cioè.

E’ stata una vera e proprio odissea.

Il mio babbo, muratore, è stato quasi una giornata intera a smadonnare.

Sale sul tetto, infila sonda… “toc toc toc”.

“Allora dove si sente????”

“Non si sente babbo…”

Questo per un paio di ore.

Andiamo dal vicino che abita esattamente sotto al nostro appartamento.

“Salve, scusi per l’orario bla bla…volevo chiederle se potevo vedere la sua cucina in modo da individuare il buco bla bla…”

“Oh sisi, prego, vede…sta tutto a destra.”

Il Babbo torna sopra e inizia a sfasciare a destra. Niente.

Si agita:

“Comunque a me sembra troppo strano, non può stare a destra! Secondo me è al centro, di preciso non lo so, ma al centro. Anche perché il camino dei fumi è lì e bla bla”

Spacca e…niente buco.

Il Babbo con Folle vanno al piano di sopra, dove c’è un piccolo appartamento mansardato.

Apre una ragazza, “una gran fica” a sentir parlare il Folle.

(Si, rosico)

“Uh si prego entrate…si si il buco è completamente a sinistra!”

il Babbo torna, fa un buco a sinistra.

Niente.

Nel pomeriggio porto uno specchio, non si sa mai, infatti mio padre lo ficca nel buco che aveva creato a sinistra, inserisce lampada e…LO VEDEEEEEEEE!

Tutto eccitato fa “Si si c’è! Sta dopo 7 foratelle!!!!”

Insomma, con un calcolo approssimato il babbo ha sfasciato ed ha trovato il buco…è stata una grande emozione.

Il Buco c’è.

(E abbiamo anche trovato l’uscita del camino ^_^)

Dal buco tanto agognato chi ci spunta?????

Gorbaciov da uno dei fogli di giornale accartocciati… in data:

11 giugno 1989

ovvero l’anno di costruzione dell’edificio!

Qualcuno mi spieghi per quale motivo degli operai hanno creato e subito chiuso quel buco.

Foto ricordo…

Buco per la cappa:

Canna fumaria:

 

Amen.

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