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Archive for the ‘Life’ Category

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Sono ufficialmente agitata.

Quando abbracci il tuo piatto doccia, vuol dire che non stai bene.

Non dormo, ho mal di testa, sono emozionatissima.

Tra un mese trasloco, casa nuova, mio padre domani inizia a montare il bagno, aiuto! E’ troppo bello!!!

Sono arrivate tutte le mattonelle, stupende… poi quel mosaico Sicis Zinnia 2 che ci canta proprio… ORGASMICO!

Mercoledì arriva il camino…enorme!

Non riesco proprio a rilassarmi, no no… se poi penso alla cucina!

Bellissima.

Il divano enorme con pouf 90×90! Grande come il tavolo!!!

Ho già ordinato il primo libro che leggerò sul quel fantastico divano: “The Buddenbrook”.

E il letto, quel fantastico letto Presotto, e quell’enorme armadio, e  il bagno, oddio non ce la faccio ad attendere ancora 30 giorni.

Mi butto sullo studio, sulla corsa e sul cibo. E questo mese finalmente passerà.

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Questo sarà l’anno nel segno dell’adolescenza.

Ho deciso.

Tutto mi ha fatto capire che DEVO tornare al passato, DEVO.

DEVO tornare idiota, DEVO rivedere più spesso la mia amica del cuore dai tempi dell’adolescenza e ubriacarmi e dire cazzate con lei, DEVO sentire musica Truzza Dance (questa è la parte più difficile), DEVO tornare al Cinema a vedere ANCHE film scemi, DEVO mettere da parte la serietà e lanciarmi verso l’idiozia.

Ho ancora un incredibile bisogno di essere stupida.

Allora dicevo, che tutto mi ha fatto capire che ho un bisogno innato di tornare cretina, ridere per le cazzate, avere ogni secondo della giornata impegnato tra studio, sport, maschio, amiche, casa, mare.

Vi spiego cosa ho iniziato a fare.

PARTE 1

Dopo 13 incredibili anni in cui avevo dimenticato una cotta di quando avevo 17 anni, è tornato a galla il “mio” “Welcome” soprannominato anche “Miami”.

Il ragazzetto strabono che notai per forza in un locale mentre mi ero appena lasciata con il mio ex che dava le spalle a questo fantastico maschio che da lontano mi guardava facendo cose inenarrabili.

Io avevo davanti il mio ex con il cuore spezzato e già mi ero innamorata di un altro.

Ok. Lui è rispuntato per caso. Ho scoperto dopo 13 anni chi è! Era amico di una mia amica.

Cosa ho saputo di lui e cosa sapevo.

1) Pensavo fosse albanese: ci ho azzeccato

2) Pensavo si chiamasse Alessandro: si chiama ALexander

3) Pensavo che la sua abbronzatura notevole fosse dovuta al lavoro duro che svolgeva credevo o muratore o pescatore( da qui la giustificazione che davo ai suoi incredibili muscoli): no. Era una specie di “traffichino” con un sacco di soldi che si faceva le lampade.

Un Lampadato. io ho sprecato mesi e mesi della mia adolescenza a morire dietro -senza mai parlargli ovvio- ad un bellissimo traffichino lampadato.

Che delusione.

4) Era vero che aveva messo incinta una a 18 anni. Infatti lo vidi in centro con donna e passeggino quando avevo sempre 17 anni e li mi passò la cotta.

PARTE 2

Ieri sono stata al cinema a vedere un film idiota.

“Amici amanti e…”

Un film idiota. SI ho visto un film idiota, ma ho riso da morire. Fa ridere, se volete farvi due risate questo film è carino. Oddio ho detto “carinoooooooo”!

PARTE 3

Ieri sono tornata a correre dopo 3 anni. iPod con Rihanna, Lady Gaga, e lo so che ora Jim Morrison si sta rigirando dentro la sua tomba…perdonami Jimmy!

PARTE 4

Ho iniziato a fare come tutte le donne. Parlo di scarpe e vestiti. Dio solo sa quanto è difficile questa parte.

PARTE 5

Lui ancora non lo sa ma questa estate si pomicerà ovunque et all’aperto come ai vecchi tempi.

CONCLUSIONE

Per essere grandi si ha tutta la vita, quest’anno compio 30 anni e li vivrò nel segno dell’adolescenza.

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Nelle lunghe passeggiate serali lungo la spiaggia Jò approfitta con delicatezza e rilassatezza per raccontare al Folle le novità sulla casa.

“Eh si! Sai, secondo me potremmo anche non fare così e risparmiare, poi così ed è più bello, ah sai ho parlato con il muratore, ah sai che il camino bla bla…”

Il Folle sopporta suo malgrado. Non vede l’ora che sta casa sia finita ed andarci ad abitare.

Jò ci mette un saccaccio di energia anche perché come ogni donna adora arredare casa.

Il Folle declassa l’argomento con un certo stile e mi fa:

“Senti ma ti immagini se un giorno qualcuno riuscisse a estrapolare la mia memoria e metterla in una biomassa e poi in un androide (…) e poi praticamente io potrei rivivere ancora e secondo te se poi mi dovessero iniettare anche altre informazioni, ecco, secondo te Jò potrei diventare ad esempio più saggio? Si dimmi Jò, ma tu credi che in fondo è l’informazione che fa migliore un uomo???”

Jò si spodesta così dalle mattonelle, dai mosaici, dal mobile giusto per la tv e inizia a seguire i discorsi del Folle.

“Dipende da che informazioni ti iniettano, eh si perché la saggezza non ha una sola dimensione, ha più campi di riferimento. Se parli di Filosofia diventi saggio per certi argomenti ecc…”

“Ah, uhm. Ma secondo te sarebbe bello vivere da androide???”

“Ehm…”

Insomma.

Alla fine non voleva fare un discorso filosofico, voleva semplicemente cambiare argomento e con un giro di parole convincermi per vedere l’ennesima volta “Ghost in the schell”.

Jò ha gioiosamente esclamato “Nooooooooo!!!! Ancoraaaaaaaaaaa!!!!!!”.

E comunque per la cronaca ieri  non l’abbiamo visto (C’era chi l’ha visto su raitre) e tantomeno lo vedremo stasera (C’è annozero su raidue).

Ecco, forse domani sera.

Va bene domani sera si.

L’ho detto.

Domani.

(Lei è davvero DURISSIMA)

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Riflessioni in Pillole

1) Il mio spirito guida è Concita de Gregorio. E’ saggia, intelligente, calma, attraente, una voce bellissima. E’ come vorrei essere alla sua età. Di lei Feltri in un articolo ha detto (a proposito della sua quarta gravidanza): “La mamma dei cretini è sempre incinta.” Concita, ospite dalla Dandini che l’ha informata della battutaccia, non ha battuto ciglio. Che donna.

2) Non mi piacciono i bambini. Non capisco. Il mio spirito guida ne ha 4! Tutti maschi. Una donna a 30 anni dovrebbe desiderare un figlio, io non vedo niente di incredibilmente entusiasmante nel concepire. Parlo proprio di un’attrazione che manca. Preferisco gli animali.

 

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Il primo giorno di convivenza con il fratello del Folle non è poi andato male.

La notte, mi sveglia un rumore, trovo la finestra leggermente aperta, la serranda quasi tutta abbassata, nel dormivegliapremestruale penso ai ladri (da noi diciamo è periodo, ci hanno fregato i caschi ed il bauletto della moto, ad un’amica l’hanno addormentata mentre era sola in casa fregandosi tutto quello che potevano e anche un altra vicina di casa nel paese dei miei (tutto nello stesso weekend) è stata derubata.

Una tragedia.

Allora prendo coraggio, controllo la casa, non c’e nessuno, corro a chiudere la finestra.

Attendo per eventuali ulteriori rumori.

Niente.

Vado a dormire.

Il mattino mi sveglio, alzo la serranda un pò titubante.

Ta dààààà….Ecco il fratello dormire fuori in balcone nel lettino e con un cuscino in mano.

Chiuso inesorabilmente fuori dalla strega Jò.

Sarà stato l’inconscio???

Me lo chiedo ancora (muahmuahmuah).

However!

Qualche ora dopo sono loro che chiudono fuori me che ero uscita di casa senza chiavi, cellulare, soldi.

Suona una volta e suona due nessuno che risponde ed apre.

Provo a bussare con tutta la forza che avevo.

Suono anche dal citofono principale che fa più casino…niente.

Faccio il giro dell’isolato-penso “Vuoi vedere che sti scemi stanno al computer a giocare a tutto volume e non mi sentono????”- becco dal parco la finestra dellla cameretta, eccoli i profili degli scemetti, caccio uno strillo, “Oh Folle mi vuoi aprire??? Mi hanno sentito! Mi hanno sentitoooo!”

Mi aprono, si beccano un cazziatone a testa, erano a giocare, non hanno sentito.

Ok, ho capito… stiamo pari.

Per il mese che verrà prevedo molta distruzione e stridore di denti.

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3 anni dopo rivedo mia nonna in un letto di ospedale, la vecchia ha retto bene all’ischemia e a tutti quei malanni, tra cui tiroidite, diabete, infarti e operazioni varie, che hanno contribuito a tracciare il carattere di una donna semplice, egoista, vittima e perfettamente popolana.

Mi intravede entrare ma non mi riconosce perchè non vede bene, le mostro la bionda treccia e subito capisce che sono io- unica bionda della famiglia dopo mia madre.

Piange, –oddeyo mi dispiace che sci stata male!– io minimizzo, scene napoletane, baci e abbracci, in fondo non è cambiata per niente, è sempre la stessa donna che 15 anni fa abitava con me, che mi spiegava l’esistenza dei demoni, che odiava farmi la treccia- eddai nonna!!!-che mi raccontava degli spiriti intravisti, gli oggetti muoversi-(estate degli anni 60, tutta la famiglia riunita per la finale delle olimpiadi, la tenda si muove da sola…) i soldi spariti, gli anelli perduti (perde e ritrova costantemente le sue cose)- Chi me li avrà rubbbati? Sarà stato il diavolo!– che leggeva sempre gli harmony, vedeva le telenovelas su rete 4- Cuore Selvaggio nei pomeriggi di estate negli anni 90 non me lo posso dimenticare! Mi ha fatto scoprire la sessualità!- cucinava a tutte le ore del giorno preferibilmente il mattino alle 8- i broccoli! mio dio che puzza!-che si rinchiudeva in bagno per delle ore a lavare i suoi enormi seni decadenti- me la immaginavo metterseli sulle spalle per riuscire a lavare la pancia!-che pregava in ginocchio davanti al letto, che si lamentava sempre e comunque della sua vita- oddeyo avrei dovuto aspettare Luciano invece che sposare il polacco!– e dei suoi malanni.

Per qualche minuto siamo sole, mi racconta che nella stanza vede 20 diavoli.

Dove sono nonna?

Ovunque!

E inizia a indicarli tutti e 20.

Ieri ce ne stavano 28! Erano sia maschi che femmine! Ma io non avevo paura. Mi prendevano in giro, non riuscivo a sentirli! Poi io gli ho detto “Scherzate con i fanti ma non scherzate con i santi e sono scomparsi!

Pensavo tra me e me qualche spiegazione al fatto che riesce a vedere ma non a sentire i suoi diavoli.

Lei dice che non vede e non sente bene, ma i visi dei diavoli li vede.

L’effetto dei farmaci.

Nella stanza arrivano mano a mano le figlie.

La madre e le figlie insieme dopo tanto tempo, tra cui mia madre.

Come sono simili, dalla voce ai lineamenti.

Stesse mani, gambe, occhi, lievissimo accento italo -polacco.

Piegate dagli anni, chi più chi meno.

Intavolano gli stessi discorsi: malattie, sventure e (finte) prodezze dei rispettivi figli in una sorta di gara a chi è di più qualcosa (chi è più malato, chi è più bravo…).

Capisco che in 15 anni non è cambiato nessuno, stesse manie di protagonismo, stessa mentalità (cristo sempre e comunque davanti agli occhi).

Un minestrone di decadenza, semplicità, insicurezza, cristianesimo, ignoranza e povertà.

Frase comuni, discorsi comuni.

Penso.

Non mi riconosco in nessuno di loro.

Neanche in mia madre.

(Neanche in mio padre).

Penso- posso essere diversa perchè voglio essere diversa o sono come voi e per questo mi sforzo per non assomigliarvi?

Non lo so.

Credo semplicemente di essere diversa e basta.

Piccolo bilancio ingarbugliato alla soglia dei trentanni.

E voi avete famiglie unite o vi sentite in qualche modo “lontano” da loro?

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