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Archive for the ‘Personaggi’ Category

Passeggiata mattutina sul lungomare con un’amica.

Ci fermano due testimoni di Geova.

“Esiste la Trinità?”

La mia amica catecumene dice di si e loro dicono di no perché la Bibbia non ne parla.

Fanno per rivolgersi a me, la mia amica li ferma “Lasciatela stare lei che è sconsacrata”.

Questi si imbarazzano, iniziano a balbettare. Mi lasciano “Svegliatevi” perché sperano che io possa convertirmi grazie alla lettura di questo giornalino, provano ad iniziare un discorso con me su Dio, li fermo all’istante e scappo con la mia amica.

Al ritorno ci rifermano.

“Sono mai esistiti Adamo ed Eva?”

La mia amica dice di no, sono solo forme allegoriche per spiegare la relazione dell’uomo con Dio, questi invece credono fermamente nella loro esistenza.

Io sono abbastanza scocciata da tale fanatismo in un mercoledì mattina dove l’unica cosa che voglio fare è CAMMINARE SENZA ROTTURE DI PALLE.

Quindi per l’ennesima volta scappo.

CI fermano due vecchi… sono testimoni di Geova.

Esibisco il mio giornalino “Ci hanno già fermato!” e ci lasciano andare.

Conclusione: “Uno SVEGLIATEVI! al giorno toglie il Testimone di Geova di Torno” ovvero il segreto per non essere fermati da testimoni di geova è dire di essere stati già fermati da testimoni di geova.

Amen.

Osanna.

 

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LA CIPOLLA

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

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Vi presento “Crapapelata”, compare sempre come sponsor della quotidiana puntata di CSI.

Atteggiamento berlusconiano, capelli e vesti berlusconiani e l’immancabile foto in basso a destra con il Papa.

Amen.

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Allegra

Oggi vi voglio raccontare una storia simpatica.

Allegra è una ragazza della mia età con i genitori pieni di soldi.

E’ giunta in un periodo della sua vita in cui non sa che deve fare, ha appena rotto con un fidanzato meschino e imbroglione e si è da pochissimo laureata.

L’estate ha visto crescere  in lei il dubbio su qualsiasi cosa e con una botta d’impeto irrazionale, ha deciso di raggiungere un suo amico spagnolo a Panama…

Sono 2 mesi che Allegra viaggia con l’amico per il centro america ed ora lei, che è una testa per aria, che è capace di perdersi nella sua città natale o in un centro commerciale, rischia di rimanere sola nel suo viaggio.

“Sono in costa rica, mi sa che mi separo da Manuel perché ehm lui vuole trombare e io ancora penso al mio ex…”

“Scusa, Allegra, ma come pensi di andare avanti da sola???”

“Ah non so, o mi rivolgo a qualche gruppo di volontariato oppure mi trovo un lavoretto in nero…”

“Da sola in Costa Rica???”

“Ehm si.”

Morale della favola.

I genitori non sanno assolutamente che la figlia sta svalvolando, che, se era partita confusa ora lo è ancora di più e soprattutto che rischia di rimanere sola in Costa Rica… dimenticavo: non parla una parola di spagnolo!

“Ah, ma non preoccuparti, mio fratello verrà tra un mese in Guatemala e io lo raggiungerò lì… No cara, non so quando torno, non credo di tornare prima del 2012…”

Concludendo.

Esiste una persona con carta di credito infinita che è in depressione per il suo ex stronzo mentre viaggia felice in America!

Capite che non posso più continuare a scrivere???

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‎”Si può strillare da un prato, ma non cambiare il corso della storia. Non esiste una via democratica a uno Stato Lombardo-Veneto”.

Quando Napolitano parla così, mi fa un SESSO…

 

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Con tutti gli operai che sono venuti in casa, di casi umani ne ho visti diversi.

L’ultimo lo chiamerò “L’uomo delle porte”.

E’ molto alto, robusto, sulla cinquantina.

Non parla mai, se parla non lo si capisce:

“Zent, pù qes do lo togl à.”

Che vuol dire:

“Senti poi questo domani lo togli”

Se all’uomo delle porte gli chiedi:

“Vuoi da bere?”

Lui non risponde.

Se all’uomo delle porte gli dici:

“Non preoccuparti, pulisco io”

Lui non si gira neanche, non ti guarda e continua a pulire.

Se all’omino delle porte gli fai per caso una battuta, lui non la ascolta o non la capisce o non gliene frega un cazzo.

L’omino delle porte è un gran rebus per me.

Non capisco proprio.

Ha avuto traumi in infanzia? Che so, violenze sessuali???

Ha forse problemi di udito?

Il tutto dipende da una eccessiva timidezza???

Ha avuto un ictus???

Non lo so, quello che è chiaro è che non sa parlare.

Forse non parla nè risponde a domande perché sa di non saper parlare.

“Va b, all vad vi”

Che vuol dire:

“Va bene, allora vado via”

Poi, ad un tratto, l’apoteosi del mistero: lui sta lavorando, improvvisamente un rumore sordo, fortissimo, tipo “AAAAA”, proveniente dal petto o dalla gola, con successiva pedata fortissima sul pavimento. Cos’era uno starnuto? E perché poi hai scalciato?

Omino delle porte: perchè tagli le parole? Perché ogni tanto avevi questi scatti da convulsione?

Una cosa è certa. Di tutti gli omini che sono entrati a fare lavori nell’appartamento, tu rimarrai per sempre quello più strano.

E’ stato bello conoscerti, addio!!!

 

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P. è un padre di 3 figli con moglie e lavoratore precario nonché condòmino dei miei.

L’altra sera, come molte altre sere, era al bar a bere le sue N-birre, lo raggiunge qui il figlio 19enne.

Gli fa un cazziatone lunghissimo sul fatto che non deve bere e se è ubriaco di non tornare per niente a casa.

Inizia il disastro.

Padre e figlio si iniziano ad insultare, volano ceffoni, calci, si prendono a botte; il figlio gliele suona tantissime e lascia per terra il padre sanguinante.

Torna dalla madre e gli fa “Mamma ho ammazzato mio padre”.

Questi si chiudono in casa, nel frattempo il padre (che non è morto) torna al bar e strilla al tipo di dargli un’altra birra. (Il bar di seguito si è preso una denuncia per non aver chiamato i carabinieri e per aver continuato a dargli da bere).

Torna a casa più ubriaco e incazzato di prima, i famigliari non gli aprono.

A questo punto ha afferrato un’ascia e ha iniziato a minacciare la famiglia.

Ha sfondato la porta, nel frattempo moglie e figli sono scappati in garage e qui si sono rinchiusi.

Ha iniziato a sfasciare mezza casa, mentre il resto della famiglia riusciva a scappare dal vicino di casa e P. ha preso di mira anche questa abitazione, prendendola a picconate in ogni dove.

Per calmarsi sono dovute giungere 4 volanti tra carabinieri e poliziotti perché all’inizio non esitava a quietarsi nonostante la presenza di due agenti. Anzi P. ha preso a botte anche un carabiniere.

C’è mancato poco che scappasse il morto.

P. ora  è in arresto e dubito che rivedrà presto la famiglia, soprattutto la figlioletta piccola che, assistendo a tutta la scena, è stata colta da ripetuti malori.  : (((((

Ora è ovviamente il gossip del momento, tutto il paesello “finalmente” ha qualcosa da raccontarsi, è tutto un vociferare, un giudicare, uno sparlare.

La vicina va dall’altra vicina a raccontare altre cose che qualche altra vicina ha spifferato, e così via, per una lunga catena della svernecchia.

Dovreste vederli, sembrano tutti emozionati mentre sentenziano e sparlano a vanvera.

Che branco di ritardati.

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Il Lungomare di Piccola Town SUn Beach è la prova vivente che se fai sport ogni giorno anche a 50 anni puoi avere un sedere sodo.

C’è una signora mitica, un procuratore, che cammina ogni giorno e si fa sempre gli 8 km con passo svelto.

I miei amici si girano sempre per guardarle il lato B.

Ce l’ha più sodo del mio!

Ergo: donne! Non disperate! Muovetevi e i vostri sederi sbocceranno come rose!

E ieri sono arrivate queste:

Delle Cazzutissime Mizuno Wave Fortis 4 che quando le ho messe per andare a correre non mi sembrava vero. Molleggiavo di brutto. Troppo fiche troppo.

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Ieri dal medico: 1 ora e 45 minuti di fila di dio.

In sala d’attesa tante signore anziane che hanno chiacchierato per tutta la mia permanenza in sala d’attesa.

“Oddejo mi fa male la gamba!”

“Sò cascata.”

“Ho l’artrosi alle mani.”

“Hai sentito’ E’ morta Assunta. Oddio e Marcello, Maria! Ma Annunziata poi! Era pe me come una sorella. Tanto mà voluto bbbbe. E i figli mi teneva e i maccheroncini e mi lavò le lenzuola quando mi sò sposata! Oddejo che dolore che ho provato quanto sa morta.”

Così per 90 lunghi minuti che ho cercato di trascorrere meglio che potevo con il mio libro di Thomas Mann…

Dopo 2 rappresentanti, 5 signore anziane ecco che arriva la terza rappresentante.

“Signorì a lei non la faccio passà che io sto male!”

“Signorì manco io la faccio passà sto qua dalle 3!”

Alla fine è passata prima di me.

Ma tanto io leggevo…la rappresentante mi guarda e mi fa: “Ahhhh anche io leggo sempre, mi piace leggere, quanto leggo! Quanto amo il mio lavoro! E viaggio! E io sono laureata in Farmacia, ho i figli, prima lavoravo all’università ma guadagnavo poco, poi ho lavorato come farmacista ma alla fine ho mollato per fare la rappresentante!”

Una vecchia le fa:

“Ma come ti è venuto in  mente??? Lasciare la farmacia per un lavoro così brutto?”

“Ehhh ma io così ho più tempo per i miei figli!”

Poi verso di me:

“Tu che leggi?”

Giro il libro.

Mi fa “Ahhhh siiiii” quando in realtà era palese che non conoscesse assolutamente l’autore.

Continuo a leggere.

Quella continua a tessere le sue lodi di brava mamma, brava lavoratrice, brava moglie e bla bla bla… (quando in realtà sono convinta che ogni mattina quando si alza pensa “Ma chi me l’ha fatto fare a fare famiglia?”. E secondo me il marito neanche se la scopa più. Troppo chiacchiera!)

Nel frattempo entra una 30enne con una pancia enorme. Le vecchie non vogliono far passare manco a lei! Io presa da un incredibile senso di pietà per la condizione della poveretta (ma chi te lo ha fatto fare?) insisto per farla passare. Essia.

FInalmente entro dal dottore.

Chiudo sconvolta la porta dell’ufficio e gli faccio:

“Ora ho capito perché ogni sera sei al lungomare che corri i tuoi 13 km…cioè con tutta questa gente pallosa, negativa e malata c’è da entrare in depressione!”

Lui ride di gusto, mi dice che vorrebbe venire da me per il consueto abbraccio ma non può alzarsi, correndo si è rotto due costole ma che nonostante tutto ieri ha corso ugualmente i suoi 13 km “andando più piano”. Mi parla delle sue maratone, delle scarpe running che dovrei comprarmi ed è concorde con la mia scelta di combattere il mal di schiena facendo un sacco di sport.

Ogni volta andare dal dottore è un’esperienza sociale che mi fa apprezzare tanto quello che ho: la salute, la giovinezza e la libertà.

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Domenica mattina, consueta passeggiata delle 11.

Non ricordiamo però che essendo una bellissima e soprattutto calda giornata non saremo soli a passeggiare sul lungomare (come in inverno), ma dovremo fare i conti con un esercito di persone.

Quando dico Esercito di persone intendo esattamente la folla che si potrebbe trovare in piazza di Spagna a Roma.

Il Folle ed io abbiamo iniziato ad invecchiare, questo vuol dire che non sopportiamo facilmente l’esercito di persone.

Nella migliore ipotesi siamo due persone critiche, nella peggior ipotesi siamo due a cui non va bene un cazzo.

E’ più forte di noi, entrambi cataloghiamo tutti quelli che vediamo.

Dopo un lungo silenzio riempito dal chiasso degli altri, dai numerosi zig zag che facciamo tra un passeggino e l’altro, e una bici di bambino e donne gravide faccio:

“L’esercito dei mostri tristi. Ma perché sembrano tutti tristi?”

Il Folle ride e iniziamo la consueta catalogazione.

Allora oggi abbiamo:

– I truzzi: si riconoscono perché hanno tutti gli stessi occhiali truzzi e lo stesso tipo di cane esageratamente piccolo o esageratamente grande e possibilmente brutto

– I bambini con il cappello di Emporio Armani (questi il Folle proprio non li sopporta)

– Le gravide che si dividono in gravide truzze e gravide sportive: le prime indossano vestiti trash che mettono in risalto trash la pancia (trash) e le seconde vestite di tute comode che procedono con fatica e discrezione e con più dignità

– Le “prime tute”: ovvero quella parte del popolo che in occasione della bella stagione si è comprato una tuta fiammante, nuova, coloratissima che va dal rosso al “santiddio rosa confetto”, al nero con brillantini e paillettes in abbinamento a tessuti di velluto, con scarpe da tennis o giallo fosforescente o argentate o color oro.

– I nevrotici: mogli e mariti che si strillano addosso “Tu guarda il bambino! io guardo la bambinaaaaaa! Ma che cazzo fai????? Dove è andato????? Torna quaaaa!”

-Le famiggggggglie: gruppi di 10 persone, generalmente dell’entroterra, anziani annessi, figli annessi e giovani sposi, passo lento, parlano di malattie, di gente morta, di come sono bravi i propri figli e di cosa hanno cucinato per pranzo

– I trentenni senza figli: guardano di sottecchi tutti gli altri, sono notevolmente più rilassati, procedono a passo svelto e criticano l’infelicità degli altri.

Alla fine il Folle conclude che la nostra necessità di catalogare deriva dall’estrema diversità che ci distingue dalla massa, notiamo per forza ogni cosa perché ci riteniamo troppo diversi da tutti loro.

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