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Archive for the ‘Rapporti’ Category

Vicini di casa:

1) Nonno Gino: ci ha regalato una bottiglia di vino cotto (annata 2006) e un dolce agli amaretti delizioso fatto da lui come dono di benvenuto. Non si fa problemi a dirti che bisogna sposarsi, andare a messa, rimettere in garage lo scooter se fuori piove, innaffiare le piante. Spesso parla della morte. Mi fa sempre gossip su tutto il vicinato. Da quello che ho intuito è un quartiere un cui più o meno tutti hanno le corna.

2) La dirimpettaia balcone ovest: esce in balcone in mutande senza farsi troppi problemi e butta l’acqua sporca del suo balcone sui vestiti puliti di quella di sotto che bestemmia all’istante.

La mia gatta ha l’amante.

E’ un gattino bianco e rosso, con un campanello più bello del suo. Lui la viene spesso a chiamare, si mette sul muretto sfidando l’ira dei miei due cagnolini e miagola.

Lei come lo sente esce di casa, lo raggiunge e iniziano a giocare nei giardini… per la disperazione dei due cani che sono gelosi fino all’ossessione.

Poi quando sono stanchi si fermano a dormire insieme sulla sedia a dondolo della vicina di casa.

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Ieri dal medico: 1 ora e 45 minuti di fila di dio.

In sala d’attesa tante signore anziane che hanno chiacchierato per tutta la mia permanenza in sala d’attesa.

“Oddejo mi fa male la gamba!”

“Sò cascata.”

“Ho l’artrosi alle mani.”

“Hai sentito’ E’ morta Assunta. Oddio e Marcello, Maria! Ma Annunziata poi! Era pe me come una sorella. Tanto mà voluto bbbbe. E i figli mi teneva e i maccheroncini e mi lavò le lenzuola quando mi sò sposata! Oddejo che dolore che ho provato quanto sa morta.”

Così per 90 lunghi minuti che ho cercato di trascorrere meglio che potevo con il mio libro di Thomas Mann…

Dopo 2 rappresentanti, 5 signore anziane ecco che arriva la terza rappresentante.

“Signorì a lei non la faccio passà che io sto male!”

“Signorì manco io la faccio passà sto qua dalle 3!”

Alla fine è passata prima di me.

Ma tanto io leggevo…la rappresentante mi guarda e mi fa: “Ahhhh anche io leggo sempre, mi piace leggere, quanto leggo! Quanto amo il mio lavoro! E viaggio! E io sono laureata in Farmacia, ho i figli, prima lavoravo all’università ma guadagnavo poco, poi ho lavorato come farmacista ma alla fine ho mollato per fare la rappresentante!”

Una vecchia le fa:

“Ma come ti è venuto in  mente??? Lasciare la farmacia per un lavoro così brutto?”

“Ehhh ma io così ho più tempo per i miei figli!”

Poi verso di me:

“Tu che leggi?”

Giro il libro.

Mi fa “Ahhhh siiiii” quando in realtà era palese che non conoscesse assolutamente l’autore.

Continuo a leggere.

Quella continua a tessere le sue lodi di brava mamma, brava lavoratrice, brava moglie e bla bla bla… (quando in realtà sono convinta che ogni mattina quando si alza pensa “Ma chi me l’ha fatto fare a fare famiglia?”. E secondo me il marito neanche se la scopa più. Troppo chiacchiera!)

Nel frattempo entra una 30enne con una pancia enorme. Le vecchie non vogliono far passare manco a lei! Io presa da un incredibile senso di pietà per la condizione della poveretta (ma chi te lo ha fatto fare?) insisto per farla passare. Essia.

FInalmente entro dal dottore.

Chiudo sconvolta la porta dell’ufficio e gli faccio:

“Ora ho capito perché ogni sera sei al lungomare che corri i tuoi 13 km…cioè con tutta questa gente pallosa, negativa e malata c’è da entrare in depressione!”

Lui ride di gusto, mi dice che vorrebbe venire da me per il consueto abbraccio ma non può alzarsi, correndo si è rotto due costole ma che nonostante tutto ieri ha corso ugualmente i suoi 13 km “andando più piano”. Mi parla delle sue maratone, delle scarpe running che dovrei comprarmi ed è concorde con la mia scelta di combattere il mal di schiena facendo un sacco di sport.

Ogni volta andare dal dottore è un’esperienza sociale che mi fa apprezzare tanto quello che ho: la salute, la giovinezza e la libertà.

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Sono mesi che la genitrice freme per il mio trasloco.

E’ così piena di gioia che ogni tanto mi chiama e mi fa:

“Ma che ti porti via pure questa lampada?”

“Ma ti porti via anche i libri?”

“Ma ti porti via questo quadro?”

“Ma ti porti via anche queste foto?”

“Senti, per caso ti porti via anche lo stereo?”

Il mio orgoglio di figlia femmina e unica si offende per cotanta gioia.

Allora ogni giorno che mi chiede se mi porto via qualcosa le rispondo con finta gentilezza:

“Mamma, a fine maggio non troverai più un mio solo oggetto dentro questa casa.”

Ed è solo a questo punto che esce soddisfatta dalla mia camera.

Ps: ho tanto bisogno di affetto, ho.

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Giovedì sera, mezzanotte e mezza, io dormo beata con i tappi, il Folle non riesce a chiudere occhio per colpa del vicino di casa fracassone che intrattiene cena con amici che urlano e ridono a squarciagola.

Esasperato manda un messaggio “Potete per cortesia abbassare la voce, qui sotto ci siamo noi”.

Si sente l’immediata reazione della ragazza che fa “Ohhh ma che palli questi!!!!”.

Il giorno dopo il vicino chiama incazzato.

La sua conclusione è:

“Voi non potete mandarmi i messaggi quando ho gente sopra perché mi fate fare brutta figura. Io non faccio casino e se lo faccio siete voi che non tollerate. Voi non potete abitare in un condominio, non sapete sopportare. La mia ragazza con i tacchi alle 3:30 della notte? Embè??? Perché dovrei forse dirle di non camminare???? Perchè a voi non bastano 5 ore di sonno? A me si!”

Per l’amministratore che abbiamo gentilmente consultato non c’è nulla da fare, è meglio allisciarlo il più possibile.

Ps: tanto per la cronaca tra due mesi il Folle ed io traslochiamo, appartamento all’ultimo piano di casa.

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Super Mario (mio padre) mi porta con sè negli oscuri circoli degli uomini duri.

Mi sento come un barboncino appena uscito da uno SPA per cani, quindi profumato e preciso.

E immaginate sempre questo cane pulito, educato, dai modi schivi e distanti, che giace dunque su uno sporco sedile di un camioncino Iveco.

Il cane si adatta schizzinoso, anzi osserva con curiosità il camion e trova questo scritto:

Capisce che i veri duri non scrivono appunti con una normale penna su un foglio normale, no, non sarebbe da veri maschi.

Il maschio vero 100% prende la matita da muratore, un pezzo di cartone e ci scrive sopra, ovviamente scrive cose DURISSIME.

“Trapano, filo zincato, tubo…sabbione”.

Come sarebbe a dire “sabbione”?

Il barboncino si gira e vede…

Ovviamente i finestrini del camioncino…sono aperti.

Insomma. Inizio a tossire, a lamentarmi, ho freddo, starnutisco, invece lui-il durissimo- sta tranquillo con sacchi di non so che sulla spalla, sembra un caterpillar, fa avanti e indietro.

Super Mario è proprio un mito…ok sei duro, l’ho già detto, ora però riportami a casa che devo farmi urgentemente una doccia.

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Se sei donna puoi avere il ciclo e questo ti conferisce Super Poteri alcuni dei quali:

1) Distinguere nettamente mille odori che il tuo compagno non riuscirà MAI a sentire. Un esempio.

Jò al Folle:

“Riesci a sentire che buon profumo ha il nostro abete di natale?”

“No.”

“Come no? E’ un profumo bello, sa di antico, sa di bosco, sa di infanzia e così via. Non lo senti???”

“Senti Jò, questo albero è INODORE.”

“Ti assicuro di no. E’ un buonissimo odore…ahhhhhh” -Jò prende testa del Folle e la spiaccica contro ramo di abete.- “E ora???”

“Non sento niente. E’ inodore!”

“NO.”

“Ok…ho il naso rotto.”

“Perchè…non dirmi che non senti neanche l’odore del nostro sapone Dove provenire dal bagno????”

“Oddio…nooooooooo. Quello proprio no.”

2) Percepire le unghie delle mani e dei piedi.

“Folle, non ti capita mai di percepire le unghie delle tue mani?”

“Cazzo dici?”

“E dei piedi???”

“…”

3) Riuscire a fare un bambino senza rapporti sessuali e travagli perché…TI APPARE ACCANTO!

E per concludere chiudo con questo post copiato e incollato dal sito Internazionale.it

MESTRUAZIONI:

1 Il ciclo si può dire, il marchese no. Le mie lune neanche. 2 L’assorbente doppio strato trasparente con le ali è l’equivalente di un suv con l’alettone. 3 Se vai in spiaggia per restare tutta vestita, con il muso sotto l’ombrellone, meglio rimanere a casa. 4 A meno che tu non stia parlando con un dottore, non scendere nei particolari. 5 Tre mesi di ritardo: non è un ritardo, è una gravidanza.

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Pazienza

E’ possibile che una madre non voglia bene ad un figlio?

Oppure l’amore materno è talmente sfaccettato che è ANCHE con una NON dimostrazione di affetto che si esplica il proprio amore materno?

Non lo so, forse si può riuscire ad amare ferendo il prossimo, ma non sarebbe più semplice il contrario?

Oppure cosa ne pensate se vi dico che con il passare degli anni si notano più le differenze tra noi e la nostra famiglia, che le affinità?

Perché sento che gli altri mi dimostrano più affetto della mia famiglia?

Perché risulto SPECIALE per amici e conoscenti ma non per i miei genitori che invece mi attaccano sempre?

Ma si, in fondo mi ci sto abituando, inizio a non prendermela più, sono qui con la mia vita e loro là con la loro, anche se loro così facendo mi stanno insegnando ad amarli sempre meno, a vedere anche io in loro solo difetti.

Tutto quello che mi viene in mente ora è… PAZIENZA.

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